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L'ALLARME

Baby-bevitori ubriachi di 'alcolpops' a 15 anni

Sono una settantina gli adolescenti, molti quindicenni, in cura al Centro Alcologico dell’Asl diretto dal primario Maurizio Varese. Tra loro, anche tante ragazze, vittime dei cosiddetti 'alcolpops': una bevanda gassosa, camuffata alla frutta ma che in realtà contiene rum e vodka

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alcol Carrara, 6 gennaio 2008 - E’ l’alcolpops, la nuova frontiera dell’alcol che piace tanto ai quindicenni: una bevanda gassosa, camuffata alla frutta ma che in realtà contiene rum e vodka. Bottiglie così trend di cui non si può fare a meno. O, chi ne fa a meno, è escluso dal divertimento del sabato sera. Servita ghiacciata, come una limonata., è la bibita più in voga del sabato sera e nulla importa se poi fa girare, e di molto, la testa.

 

L’allarme, scattato un paio di anni fa dopo una indagine choc dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore della sanità, ha ormai raggiunto i livelli di guardia: una settantina di adolescenti o poco più, molti quindicenni, anche tante ragazze, sono in cura al Centro Alcologico dell’Asl diretto dal primario Maurizio Varese.

 

Cifre agghiaccianti e in crescita: oltre il venti per cento in più rispetto allo scorso anno sussurrano gli operatori sanitari impegnati nel difficile percorso della riabilitazione. E stupefacenti sono anche le motivazioni che spingono i giovanissimi ad abusare nel bere aloclici bere nel week-end: "Lo fanno tutti e non possiamo restare fuori dal giro...", il preoccupante ritornello che risuona nelle aule mediche.

 

Al Centro Alcologico dell’Asl fioccano le segnalazioni: dal Tribunale dei minorenni di Genova, di coloro che poi commettono anche qualche crimine sotto l’effetto dell’alcol, dalle famiglie che si ritrovano improvvisamente baby bevitori che non riescono più neppure a studiare, dalle stesse scuole dove gli insegnanti avvertono il senso di disagio degli allievi sempre più distratti e svogliati.

 

Una piaga sociale che cresce a dismisura: all’Asl c’è in cura anche una quattordicenne che ogni sabato sera si faceva fuori 4 o 5 drink alla moda per poi restare intontita tutta la sera e i giorni successivi. Il consumo di superalcolici negli ultimi cinque anni è aumentato del 25% mentre quello di alcolpops addirittura del 50. La bevanda gassosa, inventata una decina di anni fa in Australia, paese dove l’alcolismo è la prima piaga sociale, serve a reclutare sempre più nuove leve e l’esercito dei piccoli bevitori si ingrossa ogni fine settimana.

 

Ma come fanno ad ubriacarsi i quindicenni visto che per legge i bar e le discoteche non possono servire alcolici ai minori di sedici anni? Semplice, basta far passare l’alcolpops per una bibita alla frutta quando in realtà la gradazione raggiunge anche i 7 gradi. E i controlli? Non paiono sufficienti e resta anche difficile sorprendere sul fatto i lestofanti visto gli svariati stratagemmi per farla franca. Capita, racconta un rappresentante delle forze dell’ordine, che un maggiorenne vada a fare la spesa ad un supermercato per tutti: rum, vodka e birra a volontà. Ecco fatto l’aggiramento.

 

"Fino a 15 anni - fa notare un medico - non si dovrebbe toccare alcun alcolico perché l’organismo non è in grado di assorbirlo senza danni. E c’è il periocolo della dipendenza che è quattro volte superiore tra gli aadolescenti rispetto agli adulti. Chi beve una sola volta la settimana non è abituato e il mix diventa micidiale. Se poi ci mescoliamo un po’ do cocaina, allora la miscela diventa esplosiva".

Guido Baccicalupi










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