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COLLINE DEL CANDIA

Finalmente arriva l'acquedotto: "Risolverà i problemi"

Dopo anni d’attesa i viticoltori del Candia avranno l’acqua. Il Comune ha preparato un’opera da 740mila euro che risolverà i problemi di siccità nei vigneti. Grandi i vantaggi per la produzione, soprattutto per la crescita delle 'barbatelle', i germogli di vite che hanno maggior bisogno di acqua

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Un vigneto (foto germogli) Massa, 18 dicembre 2008 - L’acquedotto agricolo del Candia si farà e, soprattutto, si farà in tempi rapidi. A darne notizia è stato l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Massa, Fabrizio Brizzi, che martedì sera ha illustrato il progetto ai produttori nel ristorante 'Alle vigne' per sondarne le opinioni.

 

Soddisfatto si è detto Pierpaolo Lorieri, presidente della Strada del vino di Lunigiana e Colli del Candia per la realizzazione di un’infrastruttura "che i produttori aspettavano da molti anni. Finalmente un’amministrazione ha avuto la forza di mettere in pratica un’idea che potrà risolvere i problemi di approvvigionamento idrico di cui soffre questa zona, che spesso ha costretto i produttori ad arrangiarsi come potevano. Un supporto fondamentale soprattutto per la crescita delle 'barbatelle', i germogli di vite che hanno maggior bisogno di acqua, e per i trattamenti della vigna, che permetterà anche di aumentare la produzione. Ora speriamo che l’amministrazione pensi anche alle strade".

 

La carenza di acqua per uso agricolo ha obbligato i produttori a buttare via fino al 30% di barbatelle ogni anno, oltre a perdere tratti di vigna per l’impossibilità di effettuare i dovuti trattamenti. "Avere l’acqua ad uso agricolo era per questi produttori una necessità difficilmente derogabile ancora a lungo - ha evidenziato Roberto Verzanini, direttore del consorzio Tutela del vino Candia dei Colli Apuani -. Con il nuovo acquedotto si potrà anche migliorare il prodotto, renderlo qualitativamente migliore".

 

Il progetto è stato illustrato poi nei dettagli dall’assessore Fabrizio Brizzi e dall’architetto Luca Moressa. L’opera sarà finanziata con un mutuo da contrarre con la Cassa Depositi e Prestiti e diverrà cantierabile a seguito del progetto esecutivo, corredato dei pareri della Provincia in merito alla trivellazione dei pozzi per l’approvvigionamento di acqua.

 

Un acquedotto che servirà anche a creare le condizioni infrastrutturali per lo sviluppo delle attività di trasformazione legate alla coltivazione dei vitigni e favorire l’insediamento di nuove attività imprenditoriali, oltre a poter diventare “fonte di irrigazione di soccorso”, permettendo di far fronte ad eventuali limitazioni idriche anche in stagioni siccitose. L’infrastruttura rappresenterà una spesa per il Comune di 740mila euro.

 

Per questo alcuni degli imprenditori hanno evidenziato la necessità di provvedere al recupero anche della strada dissestata in gran parte, ad oggi di proprietà consortile, e al prolungamento dell’acquedotto, il cui progetto attuale esclude l’area oltre il ristorante 'La Renza'. L’assessore ha dato "piena disponibilità dell’amministrazione a ragionare con le associazioni di categoria e a collaborare con tutti". 










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