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L'OPERAIO LICENZIATO

"Bogazzi va sospeso": braccio di ferro tra Porto e Cgil

Continua l'estenuante contenzioso fra la Porto Spa e la Cgil sulla vicenda dell'operaio Marco Andrea Bogazzi (nella foto), prima licenziato, poi riassunto, quindi sospeso per 10 giorni. Benché Bogazzi abbia vinto la causa in merito all'inapplicabilità della sospensione, la Porto l'ha nuovamente convocato davanti ai giudici

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l'operaio della Porto Spa Marco Bogazzi Carrara, 14 agosto 2008 - Ha parlato di "inaffidabilità". Peggio. Di "disumanità". Sono state parole durissime quelle usate da Patrizia Bernieri, segretario della Cgil di Massa Carrara, nei confronti della Porto Spa. Parole dettate "dall’incredulità e dallo sconcerto per l’atteggiamento di un’azienda che sembra punti a sfibrare psicologicamente un suo lavoratore. Ed è tale l’accanimento che a questo punto mi viene difficile comprenderne le motivazioni".

 

Non si è placato il contenzioso fra il sindacato e la Porto Spa, che nel marzo scorso licenziò 'per giusta causa' l’operaio Marco Andrea Bogazzi scatenando un putiferio che prese proporzioni mediatiche e politiche di respiro anche nazionale. Una vicenda logorante, che si è consumata in un iter legale ad oggi non ancora concluso, e che il passare dei mesi e l’intervento di personalità istituzionali non solo locali non è riuscita ad appianare.

 

Dopo l’accordo fra le parti che aveva imposto il retrofront della Porto Spa in merito alla decisione di licenziamento, l’azienda aveva ritenuto comunque opportuno sospendere Bogazzi per 10 giorni. Un provvedimento che aveva immediatamente scatenato la reazione del sindacato, finendo davanti ai giudici. Anche in sede di ricorso, fu ribadita l’illegittimità della sospensione, dando pienamente ragione all’operaio.

 

Ma non sono bastati "quattro diversi giudici" a far cambiare idea alla Porto Spa. Così, il 25 luglio scorso è stata recapitata una (ennesima) raccomandata all’operaio reo di contestare la sicurezza all’interno del porto, lui che nella stiva ci ha rimesso due dita, mentre suo fratello (anch’egli operaio alla Porto) ora rischia di perdere un’occhio sempre per colpa di un incidente sul lavoro.

 

Nella raccomandata in questione si convoca Bogazzi dinanzi alla Commissione di Conciliazione e Arbitrato per verificare 'la persistenza del potere disciplinare' della Porto relativamente alla sospensione, 'nonstante il verbale di conciliazione del 18 marzo scorso', quello in cui, in pratica, l’azienda rinunciava a licenziare l’operaio. Insomma, la Porto non ci sta a sentirsi dire che aveva torto. Se Bogazzi alla fine non è riuscito a licenziarlo, almeno sulla sospensione non intende fare sconti. E continua, da sola, per la sua strada.

Agnese Pini










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