Amarezza e delusione in casa bianconera. Il Tar del Lazio ha dato torto alla Massese, confermandone l'esclusione dal prossimo campionato della Lega Pro. Respinte le richieste di sospensione del provvedimento con il quale la società apuana non era stata ammessa per la stagione sportiva 2008-09 al campionato di prima divisione. (Nella foto, il presidente della Massese Nicola Ferrara)
Massa, 13 agosto 2008 - Una strana coincidenza. Nella serata delle stelle cadenti la Massese è precipitata definitivamente dall’olimpo dei professionisti. Anche il Tar (tribunale amministrativo regionale) del Lazio le ha dato torto confermandone l’esclusione, assieme a Sassari Torres e Nuorese Calcio, dal prossimo campionato di calcio della Lega Pro.
Lo ha deciso la Terza Sezione presieduta da Italo Riggio, che ha respinto le richieste di sospensione del provvedimento con il quale, dopo il parere sfavorevole della Covisoc, la società apuana non era stata ammessa per la stagione sportiva 2008-09 al campionato di prima divisione.
Per il tar del Lazio "anche un ritardo di soli trenta minuti" nel deposito della documentazione su cui si fonda la pretesa all’ammissione al campionato "lede la par condicio tra le squadre aspiranti all’iscrizione ai campionati o ai ripescaggi". E’ questa una delle motivazioni avanzate dai giudici amministrativi nel respingere le richieste della Massese, per la quale è stata anche ritenuta "assorbente - si legge nell’ordinanza - la considerazione che non tutta la documentazione trasmessa era stata presentata nella forma prescritta".
Allo stesso tempo il Tar ha ritenuto 'irrituale' l’invio tramite fax di parte della comunicazione, smontando così quella che era l’impostazione difensiva della società zebrata. Contro la ricorrente Massese, oltre alla Figc, alla Covisoc, alla Camera di Conciliazione e Arbitrato per lo sport presso il Coni e al Coni stesso, si erano costituite in extremis anche alcune delle società direttamente interessate alla mancata ammissione dei bianconeri al campionato di Prima Divisione, ovvero Renato Curi Angolana, Polisportiva Val di Sangro, e Calcio Lecco 1912.
Gli avvocati della Massese Calcio 1919 si sono stupiti che il Comune di Massa non abbia appoggiato il ricorso magari producendo un documento nel quale venissero espresse le ingenti spese fatte per la messa a norma e modernizzazione dello stadio degli Oliveti proprio in ottemperanza alle richieste della Figc. Molto probabilmente non sarebbe servito a niente ma avrebbe avuto una suo significato.
Fallito questo tentativo estremo di rimanere tra i professionisti la Massese si trova adesso davanti a un bivio: continuare la battaglia legale o accettare l’iscrizione in un campionato dilettantistico. L’ultima tappa della giustizia amministrativa è il Consiglio di Stato. Il ricorso per Cassazione infatti è ammesso solo per motivi di giurisdizione che in questo caso non possono essere avanzati.
La Figc comunque non attenderà il verdetto del Consiglio di Stato e già nei prossimi giorni diramerà i calendari dalla serie D in avanti. Scegliere questa strada per la Massese significherebbe quindi rischiare di trovarsi fuori da qualsiasi campionato. La medicina, amara da bere, si chiama insomma ‘Serie D’.
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