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CASSA DI RISPARMIO DI CARRARA

In sciopero i bancari: "Da otto anni niente assunzioni"

Sciopero generale dei dipendenti della Cassa di Risparmio di Carrara. Motivo dell'agitazione sarebbe - secondo quanto denunciato dalle associazioni sindacali - "la volontà aziendale di non voler affrontare un confronto per risolvere il problema degli organici", in particolare la perdita di 60 posti di lavoro dal 2004 e la mancanza di assunzioni

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CRC Carrara, 1 luglio 2008 - Tutte d’accordo le sigle sindacali aziendali della Cassa di Risparmio di Carrara (Uilca, Fisac Cgil, Fiba Cisl e Fabi): dopodomani, giovedì 2 e venerdì 3, sciopero generale, con paralisi pressoché totale dell’attività, visto che su circa 320 dipendenti della banca, ben 280 aderiscono all’una o all’altra organizzazione.

 

"Una decisione così grave e sicuramente pesante - si legge in una nota unitaria - è frutto della volontà aziendale di non voler affrontare un confronto per risolvere il problema degli organici. Nella nostra banca sono ormai quasi otto anni che non avvengono assunzioni, pur in presenza di bilanci sempre più favorevoli e di un costante aumento dei carichi di lavoro. Dal 2004, anno di ingresso nel Gruppo Carige, abbiamo perso 60 posti di lavoro, con un numero di addetti sceso ai livelli dei primi anni ’90 e con un forte depotenziamento degli sportelli operativi: siamo l’unica banca del Gruppo in cui non sono state fatte assunzioni!".

 

Oltre al problema delle assunzioni bloccate, vi è anche quello dei piani di crescita stoppati: "A quattro anni di distanza dalla presentazione di piani che prevedevano aperture in tutta la fascia tirrenica, a differenza delle altre banche del Gruppo è stato aperto un solo sportello ad Albiano Magra con tre addetti, tolti da altre posizioni, quindi non assumendo nessuno. Nei giorni scorsi - prosegue la nota - abbiamo appreso che pure le due aperture di Carrara, sportello necessario per alleggerire l’enorme carico che affluisce alla sede, e di Querceta, sono state fermate".

 

E Moreno Guelfi, segretario aziendale e provinciale Uilca, aggiunge: "La nostra preoccupazione è forte, sia sul piano della tenuta occupazionale che su quello del ruolo sempre meno importante della nostra banca in provincia. Se non ci saranno risposte concrete, non palliativi o prese in giro, le due giornate di sciopero saranno solo l’inizio di una serie di altre azioni. Ci scusiamo fin da ora con i nostri clienti, ma ci teniamo a precisare che scioperiamo anche per loro, per avere più lavoratori all’interno della banca e per svolgere un servizio migliore. Basti dire che spesso, come lamentato dalla clientela, per carenza di personale gli sportelli rimangono aperti anche dopo l’orario di chiusura e i cassieri riducono o, peggio, non fanno la pausa pranzo. In azienda serpeggia lo scoramento: in due anni il personale è stato ridotto a poco più del 50 per cento e non si capisce quando finirà tale riorganizzazione".

 

"Chiediamo alle Istituzioni e alla politica - conclude Guelfi - in particolare al sindaco Zubbani, a quello di Massa Pucci e al presidente della Provincia Angeli, di far sentire la loro presenza e di preoccuparsi dei problemi di una delle più grosse aziende del territorio". 

Massimo Binelli










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