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LE STRATEGIE PER I RIFIUTI

Piano della nuova Ato 'Toscana Costa'
"Inutile l'impianto di bricchette"

L'impianto di bricchettaggio che la società ErreErre spa intende costruire in area Cermec (tra Massa e Carrara) è del tutto inutile. Lo ha stabilito la nuova Ato dei rifiuti 'Toscana Costa', secondo la quale si produce già troppo Cdr e non si sa dove smaltirlo. Al contrario è necessario, sempre secondo la Ato, incrementare la raccolta differenziata

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rifiuti Massa, 9 maggio 2008 - Combustibile derivato dai rifiuti per 'termovalorizzatori': se ne produce troppo per smaltirlo tutto. Ecco perché l’impianto Cdr-Q per la cui realizzazione si affanna ErreErre spa - costituita dalla società pubblica Cermec (51%) e dalla privata Delca - sembra rivelarsi superfluo nella programmazione della nuova Ato dei rifiuti 'Toscana Costa', formata dai 111 Comuni degli Ato 1, 2, 3 e 4 coincidenti con le Province di Massa-Carrara, Lucca, Pisa e Livorno e introdotta dalla legge regionale 61/2007 che ha rivoluzionato la gestione integrata del ciclo dei rifiuti.

 

La possibile inutilità della fabbrica apuana di bricchette è nota alle stanze della politica locale da mesi, forse da prima del 27 febbraio scorso, quando il consiglio comunale di Massa ormai in scadenza si è affrettato ad adottare la parziale variante al Prg della zona industriale finalizzata alla realizzazione dell’impianto in area Cermec, a cavallo tra Massa e Carrara.

 

In ogni caso la valutazione è ufficiale dal 20 marzo, data di pubblicazione dell’atto che la contiene: il 'Piano straordinario per il primo affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti nell’Ato Toscana Costa'. Il linguaggio è politico ma in buona sostanza il Piano (pagine 98, 133 e 134) descrive come miope la programmazione che avrebbe preteso di chiudere il ciclo dei rifiuti dell’Ato 1 con un impianto per la produzione di Cdr-Q senza porsi il problema di dove far bruciare il Cdr prodotto.

 

Un impianto enorme, capace di trattare 150mila tonellate annue: la frazione secca in uscita dal Cermec (ora 38mila t annue) ma anche 'lo scarto del pulper prodotto dalle cartiere e gli scarti di plastica di Corepla'.

 

Il piano, che può essere letto in www.atoduelucca.it, fotografa la situazione esistente nei quattro Ato fusi nel nuovo soggetto, riassume i contenuti dei quattro piani provinciali dei rifiuti, ne evidenzia i limiti e ipotizza gli scenari futuri. E traccia le strategie: quali azioni e quali impianti appaiono davvero utili e necessari per dare una risposta al problema rifiuti nell’Ato di costa.

 

In questo quadro, la priorità per tutti, e per Massa-Carrara in particolare, è un impegno serio nella raccolta differenziata. Si conferma anche la necessità di inceneritori e termovalorizzatori ma l’impianto ErreErre non è priorità, anzi.

 

A pagina 136 si legge: 'La realizzazione di impianti di raffinazione del Cdr dovrebbe essere associata alla identificazione del recettore finale del Cdr, come prescritto dalla Regione. Nel contesto del nuovo Ato la realizzazione di un impianto di raffinazione potrebbe non essere coerente con le scelte relative all’impiantistica di termovalorizzazione che dovranno essere definite dal Piano interprovinciale'.

 

Insomma: ci vorrebbe un nuovo termovalorizzatore per il Cdr ma non è detto che lo si voglia costruire. Deciderà il prossimo Piano interprovinciale e nel frattempo tutto è bloccato. Sempre nella logica del nuovo Ato dovrà essere valutata anche 'la sostenibilità tecnico-economica e ambientale' delle nuove discariche apuane previste 'rispetto all’impiego delle discariche già esistenti, anche in considerazione delle modeste quantità annue generate a regime' mentre è prioritaria 'la realizzazione delle capacità di trattamento della frazione organica'.

 

Il tutto però ha una premessa essenziale: la raccolta differenziata va fatta sul serio, come peraltro la legge impone da anni. E in questo l’ex Ato1 è maglia nera nel nuovo maxi Ato. Nel 2006 i 200.825 apuani hanno prodotto 141.495 tonnellate di rifiuti urbani totali, pari a 705 kg a testa; la raccolta differenziata si è fermata a 32.457 tonnellate, 162 kg a testa, pari al 23% degli RU totali.

 

Ben al di sotto degli obbiettivi del vecchio piano provinciale (49% pari a 56.200 t) e di quelli fissati dalla legge. E perfino al di sotto dei risultati già raggiunti nel 2004. Se da qui al 2012 si innescasse il necessario ciclo virtuoso per fare ciò che la legge indica, la provincia di Massa-Carrara produrrebbe 151mila tonnellate annue di rifiuti e dovrebbe raccoglierne in maniera differenziata il 65%. Il che renderebbe gli impianti previsti sufficienti, senza necessità della fabbrica di bricchette.

 

Altra criticità già nota dell’ex Ato 1 che il Piano dell’Ato di costa evidenzia è 'il panorama gestionale disomogeneo': troppi soggetti diversi, con strumenti e modalità diverse, si occupano di raccolta e smaltimento dei rifiuti. E’ ora che si metta mano alla riduzione del numero delle aziende che frammentano il settore, a partire da quella pubbliche: Cermec, Asmiu e Amia. 

Anna Pucci










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