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di FAUSTO CRUSCHELLI
— CARRARA —
«ERA ZUBBANI» anno primo: troppo poco — è vero — per un bilancio «autentico», ma sufficiente per mettere a fuoco co...
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2008-05-11
di FAUSTO CRUSCHELLI
— CARRARA —
«ERA ZUBBANI» anno primo: troppo poco — è vero — per un bilancio «autentico», ma sufficiente per mettere a fuoco cos’è che il sindaco sta facendo bene, cos’è che gli va così-così e cos’è che per ora segna rosso. Vediamo.
I SUCCESSI
«Il mio politico di riferimento è Sandro Pertini», disse Zubbani in campagna elettorale. E in effetti SuperZeta si muove sulle orme del presidente più amato dagli italiani: non manca a una cerimonia neanche se grandina, riceve tutti e non dà torto a (quasi) nessuno. La collezione dei nastri tagliati, al pari dei ricevimenti, è ormai leggendaria. Tutto il contrario di quell’immagine un po’ da burocrate che — si sottolinea da più parti — si era dato da assessore all’urbanistica. Non che dopo un anno di mandato — così dicono tutti — la Fazzi, Segnanini e Conti fossero già precipitati in quel dissenso che caratterizzò gli ultimi mesi dei loro mandati, ma qualche voce critica cominciava a levarsi. Con Zubbani no: e questo grazie alla sua spasmodica attenzione per la comunicazione e l’informazione e per la sua presenza — pardon, onnipresenza — personale. La città si chiede perplessa e ammirata: ma quante ore ha l’orologio del sindaco? Fatto sta che lui «c’è», si «avverte», ed è un punto di riferimento che i cittadini sentono tutto sommato «proprio». E’ un bel risultato. Sa anche trasmettere ottimismo e ne è un esempio la campagna antidegrado e a favore dell’arredo urbano denominata «a Carrara i cigli strada e le siepi sorridono». Sì, ci vuole ottimismo perchè le cose da fare sono ancora tante e lo slogan in effetti è esilarante: però funziona. In questo contesto si inserisce anche la grancassa sul film di James Bond e sulle navi da crociera. Poichè questa è una città di incontentabili, su quest’ultimi due fronti Zubbani sta raccogliendo anche critiche. Ma le idee sono più che buone e specie con le crociere, trovando il modo di trattenere i turisti anche in città (e gli sforzi sono molteplici), si potrà sperare di superare i disastrosi dati sulle presenze turistiche del 2007, dati che a lui non si possono imputare, o almeno del tutto, sebbene — ad esempio — la scelta di non fare il Simposio fu tutta sua contraddicendo le promesse della campagna elettorale.

TUTTO CIÒ serve non poco ad accreditare un’immagine di sindaco dinamico e innovativo, ma va detto che c’è stata anche la concretezza dell’accordo con gli industriali sull’aumento della tassa-marmi. Ora, è vero che nel 2015 — data di scadenza della nuova intesa — i 20 milioni di euro attuali non avranno più lo stesso valore: ma è anche vero che Zubbani aveva di fronte dei drammatici conti di cassa e che li ha risolti. Un colpaccio che non si può considerare eterno: ma c’era da amministrare sull’«oggi»; e se non «storico», quest’accordo va considerato almeno di vitale importanza.
LE INCERTEZZE
«Inutile negarlo: tra me e il Pd non c’è amore», ci dichiarò il sindaco mesi fa in un’intervista. Il clima è quello della quiete prima della tempesta. O, se preferite, del matrimonio per interessi, pronto a naufragare da un momento all’altro, ma che intanto prosegue. D’altronde lo si sapeva: il rapporto con la sua maggioranza sarebbe stato uno dei nodi cruciali di questi cinque anni. Chiariamo un aspetto: non va malissimo. Con i veltroniani, per il momento, c’è un atteggiamento di reciproca lealtà. La passione sarà per un’altra volta. Zubbani reagisce a questa situazione costruendosi un un consenso personale, ridimensionando l’immagine degli assessori e creando rapporti preferenziali (e molto migliori del Pd) sia con la sinistra radicale che con l’opposizione. Come dire al Pd: occhio perché se non mi sostenete potrei anche fare a meno di voi. Più o meno come Pucci a Massa. Già, proprio Pucci. L’uomo che, con la sua vittoria, come c’è già stato modo di evidenziare, ha permesso a Zubbani di non essere più al centro del mirino. Vedremo.

INTANTO, sul piano amministrativo, la maggiore incertezza è data forse dal piano del traffico con relativa chiusura del centro alle auto. Rinvio dopo rinvio, ora la scadenza è data per giugno: la «ztl» è ritenuta indispensabile per il rilancio della città, ma se ne ha una paura folle: perchè si sa bene che le polemiche fioccheranno e anche perché gli esperimenti di qualche settimana fa hanno prodotto risultati imbarazzanti. Attenzione anche alla vicenda del Demanio con la quale c’è il rischio di di terminare scontentando tutti. Infine il porticciolo: vero che si doveva aspettare che Massa eleggesse la nuova amministrazione: ma ora c’è e bisogna che Zubbani ponga fine, come aveva promesso in campagna elettorale, a ritardi ventennali.
GLI INSUCCESSI
Qualcuno comincia chiedersi: «Sì, ma di veramente concreto cosa è cambiato rispetto a un anno fa?». Per ora, poco: Zubbani sta pagando al «momento decisionale» il formidabile sforzo di presenza e comunicazione. Vuole sentire tutti e prima che provocare un dissenso si taglierebbe un dito. Insomma, a volte tentenna troppo. E infatti ci sono dei ritardi: uno dei quali lo ha ammesso lui stesso in consiglio comunale: il piano di riassetto dei bacini marmiferi. E poi la Strada dei Marmi: il cantiere della galleria Montegreco «viaggia» bene, ma gli altri due vanno a rilentissimo. Senza considerare poi il problema del deposito delle terre; i rappresentanti della Progetto Carrara non l’hanno mandato a dire: manca una grande area dove accumularle e questa è una bomba inesplosa. E’ vero che ci sono anche i doveri della ditta appaltatrice, ma è anche vero che il potere di gestione del territorio è del Comune, cioè del sindaco, ed è lui che deve reperire i terreni.

IN SETTIMANA, poi, il superconsulente Giulio Andreani ha alzato bandiera bianca sulla possibilità di mettere mano e risanare come si deve le aziende partecipate, mentre il consiglio comunale non è ancora riuscito a trovare uno strumento idoneo per controllare il controllabile. Ergo: delle «spa» non ne sa nulla. Come non si sa più nulla dell’acquisizione del Politeama, altro cavallo di battaglia della campagna elettorale... Insomma, va bene ascoltare tutti, ma i grandi governanti sono quelli che ascoltano financo il portiere del condominio ma poi decidono e stop. Perché se una decisione è giusta, anche un dissenso di oggi può trasformarsi in un consenso domani. Ed è ciò che in questo momento sembra mancare a questa amministrazione. Coraggio sindaco: tutto sommato la partenza è stata incoraggiante. Ora però dimostri davvero di essere «SuperZeta» e schiacci il gas...









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