Carrara, 11 settembre 2017 -  Marco Tardelli, campione del mondo 1982, icona del calcio, ex Inter e Juventus, vice di Giovanni Trapattoni alla guida dell’Irlanda, dica la sua sull'attuale stato del calcio italiano. Il suo urlo dopo la rete del momentaneo vantaggio segnata alla Germania al Bernabeu è forse l’esultanza più famosa di sempre. Tardelli era ospite sabato sera a Con-Vivere, il festival del la filosofia che ha parlato di «Reti». «Per quanto riguarda la rete tecnologica – racconta – io non sono abituato, la uso pochissimo, secondo me la rete combina un po’ di guai, non sempre è motivo di connessione. È molto offensiva, non è chiara, andrebbe gestita in maniera diversa, chi commette atti offensivi come il bullismo andrebbe punito. Io mi difendo stando lontano dalla rete. Per i ragazzi e la crescita del futuro è uno strumento buono, ma può essere pericolosa. Uso solo whatsapp e non twitter».

Sempre in ambito tecnologico, parliamo di Var: è favorevole? «Non sono d’accordo, io volevo che l’errore fosse ancora umano. Si è già visto dall’inizio che non è poi così chiara La Var. Io avrei tenuto tutto come prima, cercando di far migliorare gli arbitri. Noi siamo quelli meno adatti ad usare la Var, non crediamo mai in niente, forse con una sperimentazione in Inghilterra prima avremmo accolto la novità in maniera diversa. Prima però servirebbe un cambiamento nella testa del tifoso italiano, smettere di pensare che dietro a una decisione arbitrale ci sia sempre qualcosa di marcio, che il direttore di gara sia corrotto».

Nazionale: come vede gli spareggi? «Non c’è niente di facile per l’Italia, Ventura sta ricostruendo la squadra. L’obiettivo principale era arrivare ai playoff, ora speriamo che non ci capiti una squadra forte perché la vecchia guarda non sta al meglio. Con la Spagna io avrei cambiato in corsa il centrocampo, ma Ventura ha fatto quello che ha potuto: Verratti non era in forma, Marchisio non c’era, Insigne non può giocare in quel ruolo, ma per ora è questo quello che abbiamo».

Come vede Federico Bernardeschi? «Il talento ce l’hanno tutti, ma devono dimostrarlo a livello internazionale, con l’Italia e in coppa. Oggi non abbiamo i vari Baggio o Del Piero; Bernardeschi ha grandi qualità, ma gioca poco in questo momento con la Juventus e quindi Ventura non poteva farlo partire da subito. Dimostri il suo valore in Europa».

La Juventus si è rinforzata con l’ultimo calciomercato? «È ancora la squadra da battere. Unico problema che vedo è la fase difensiva, dove ha dei giocatori ‘cresciuti’ un po’. Per il resto è una squadra e una società sana». Che ne pensa del calcio di oggi?«Tutto è ormai uno spettacolo e un affare: questi due sono sempre più vicini tra loro. Non so se affari puliti o meno, io non ci sono più dentro. Nel calcio c’è solidarietà, molta beneficenza, ma quelli che girano intorno al calcio sono un po’ diversi».

Chi vince il campionato? «L’inter a me piace, Spalletti sa gestire gli spogliatoi, i giocatori hanno uno spirito diverso da quando c’è lui. L’Inter può puntare anche alla vittoria del campionato. Poi c’è il Napoli. Il Milan è ancora una squadra ancora giovane, non sai prevedere quanto ti possano rendere i giocatori giovani. Tra le sorprese vedo bene la Spal, poi l’Atalanta, squadra solida, anche se è partita male. In Champions League è ancora presto fare un commento, aspettiamo di vedere le partite delle squadre italiane».