Carrara, 15 settembre 2017 - Sospeso il procedimento disciplinare contro i dissidenti del Partito democratico. La commissione provinciale di garanzia, presieduta da Luca Panfietti, ha dichiarato nulle le lettere dello scorso luglio inviate dal commissario della delegazione comunale, Gianni Anselmi, contro «gli irriducibili» che parteciparono alla campagna elettorale contro il partito. Pertanto è stato sospeso il procedimento disciplinare con cui il commissario chiedeva la cancellazione dall’anagrafe degli iscritti per Andrea Vannucci, candidato sindaco in una lista civica, i suoi supporter e quanti si sono candidati fuori dalle liste di via Groppini: Silvia Dell’Amico, Riccardo Valdettari, Dante Benedini, Riccardo Bertoloni, Fabrizio Marselli, Pierpaolo Delia, Carlo Boni, Alessandra Masetti, Valerio Menconi, Davide Poletti, Thomas Santi Cassani, Fiorella Fambrini. Nello stesso documento il presidente della commissione prevede il «non luogo a procedere anche per Patrizia Conti, Nicola Del Nero e Luca Tedeschi in quanto non risultavano più iscritti al partito». La decisione, contro la quale si prevede il ricorso all’organo regionale, muove dal fatto che sulla questione c’è una pendenza giudiziaria e che si è in attesa del pronunciamento definitivo del tribunale che sulla questione si è già espresso a più riprese prima e durante la campagna elettorale. Pertanto «non rinvenendo presupposti per un provvedimento disciplinare, e dal momento che la Costituzione afferma che «tutti i cittadini hanno diritto di associarsi in partiti..», il presidente Panfietti ha disposto il non luogo a procedere. Tutti iscritti al Pd, quindi, fino a nuovo ricorso di Anselmi alla commissione regionale e tutti inseriti a pieno titolo al prossimo congresso in programma per il 12 ottobre.

Non commenta Anselmi che è ormai abituato alle variegate reazioni dei carrarini per cui l’unica frase che concede «Non commento questa roba...» lasciando all’immaginazione il resto. Si prefigura così un autunno caldo per quanto riguarda il Partito democratico che di sotterrare l’ascia di guerra sembra non aver alcuna intenzione. Non è stata sufficiente nemmeno la batosta elettorale per riportare in via Groppini quella serenità che sarebbe necessaria alla città per una seria e costruttiva opposizione. Intanto, come al solito, i grillini si sfregano le mani e stanno a guardare, forti del consenso guadagnato in parte anche per le lotte intestine di quello che un tempo era il principale partito della città. Mentre si annunciano nuove lettere anche per i supporter che si sono schierati contro il partito, tenendo fede a quel famoso repulisti del partito che era fra le principale mission, alcuni dei dissidenti non intendono assolutamente cedere la tessera per avere qualcosa di dire (contro) all’appuntamento congressuale