Carrara, 28 novembre 2017 -  Bloccato il blitz della commissione congressi del Pd. Una nuova tegola in casa del Partito democratico che vede sempre di più allontanarsi la data del congresso previsto inizialmente per il mese di ottobre. In sostanza si è gettato alle ortiche il verdetto della commissione nazionale che nelle scorse settimane aveva annullato il tesseramento del 2017 avvenuto in via Groppini e contestato dalla compagine vicina alla vecchia direzione commissariata circa un anno fa. Nonostante il visto del commissario ad acta, Franco Vazio, inviato appositamente e, a questo punto inutilmente, da Roma per monitorare le operazioni di tesseramento all’ombra delle Apuane, l’organo romano aveva annullato ogni manovra locale. Nei giorni scorsi si è nuovamente riunitala commissione congressi comunale, presieduta da Luca Ragoni, votando a maggioranza la riapertura delle candidature e riportando in gioco nomi che non essendo tesserati nel 2016 non avrebbero potuto partecipare al congresso. DA QUIl’immediato ricorso della parte renziana del partito alla commissione di garanzia regionale che proprio ieri ha stoppato l’iniziativa di Ragoni. Una lettera è partita da Firenze e ha obbligato il presidente della commissione congresso a congelare le nomine «effettuate – secondo i renziani – contro lo statuto del partito» in attesa che il gruppo di lavoro fiorentino si pronunci. Di fatto le nomine di Ragoni dovranno rimanere in stand by per 72 ore: il tempo necessario alla commissione regionale di analizzare l’intricata questione, che ancora una volta vede un Pd spappolato e senza un guida unitaria, e di pronunciarsi con un verdetto chiaro. Proprio oggi che in provincia arriva il treno con Matteo Renzi, il Pd rinnova un capitolo di una guerra che sembra non avere fine. Una diatriba iniziata fin dalla scorsa campagna elettorale cittadina che alla fine ha consegnato la città al Movimento 5 stelle che di tanti litigi è sembrato essere l’unico beneficiario.