Carrara, 16 gennaio 2018 - «Il marmo come volano dell’economia». Nelle linee programmatiche della giunta di Francesco De Pasquale, consegnate ieri all’opposizione, il marmo è definito la priorità assoluta «per le opportunità che le Alpi Apuane offrono, legate non solo all’attività estrattiva. Vogliamo che il marmo torni ad essere una risorsa economica per la comunità tutta, e che diventi un volano per progetti legati a turismo, cultura, arte e artigianato artistico, nel rispetto dell’ecosistema apuano». Così nelle 50 pagine delle linee, le due riferite al marmo, dove è misteriosamente scomparso qualsiasi accenno a «beni estimati e proprietà pubblica o privata», nonostante l’argomento sia stato protagonista di tutta la campagna elettorale, si legge che «le nostre montagne non sono infinite e che non si stanno coltivando gli agri marmiferi, ma si sta portando avanti un processo industriale destinato ad esaurirsi». «Nella convinzione che l’attività estrattiva debba proseguire con regole precise» la giunta intende «approvare il nuovo regolamento, introdurre una durata base di 15 anni della concessione rilasciata tramite gara ad evidenza pubblica, punteggi maggiori e possibilità di proroga ai progetti che favoriscano la produzione di blocchi, la lavorazione in loco, la tutela ambientale, la sicurezza dei lavoratori e la tutela dei posti di lavoro anche con inserimento della “clausola sociale”». Parlando di «clausole che evitino il consolidarsi di situazioni di oligopolio», De Pasquale intende ridefinire il regolamento per la gestione e la riscossione del contributo di estrazione con rideterminazione degli importi. E’ poi prevista «l’attuazione di interventi mirati al recupero dei crediti che l’amministrazione vanta nei confronti di soggetti insolventi, la tracciabilità dei materiali estratti, l’identificazione certa della qualità dei blocchi estratti e tariffazione in base al valore medio di mercato, l’introduzione del bilancio separato del gettito del lapideo e dei suoi costi, controlli periodici e costanti sulla rimozione delle terre con le relative sanzioni, lo studio scientifico di fattibilità e l’istituzione dell’osservatorio del marmo per la determinazione dei prezzi reali di mercato delle diverse qualità con il coinvolgimento anche di centri ed istituti di ricerca. Formazione e gestione di personale idoneo alla verifica del lavoro in cava in merito a quantità e qualità del materiale estratto e con funzioni di polizia mineraria, avvio della pratiche per il “Made in Carrara”».

Cultura: la città deve fare arte e non essere un semplice contenitore. Eventi estivi alla Padula, collaborazioni con festival italiani, recupero di edifici come Paretra, San Giacomo, Mulino Forti. Questi sono soltanto alcuni degli obiettivi prefissati dalle linee programmatiche del sindaco Francesco De Pasquale e della sua giunta per i prossimi cinque anni. « Carrara – è scritto nelle 50 pagine del documento – non deve essere una vetrina, ma un luogo dove l’arte si fa ogni giorno, promuovendo il brand Carrara. Dovremo mettere dentro un macro contenitore musei, archivi, teatri, ma anche fare arte nelle piazze, i giardini, i palazzi storici sul modello di Skulptur projekte di Munster. Valorizzeremo i laboratori di marmo sull’asse di via Carriona, apriremo una sinergia col Roma Europa festival per il teatro. Nomineremo un curatore artistico per il teatro degli Animosi e il polo museale. Rilanceremo la scuola del Marmo e metteremo a sistema il museo Canova».