Carrara, 6 settembre 2017 - La grande confusione sul destino dei consigli dei cittadini. Partecipazione diretta è il must dell’amministrazione: come e dove non si sa. Così ieri è emerso nel corso dell’incontro fra i consigli dei cittadini in dismissione e la commissione Bilancio, dove il presidente Daniele Del Nero oltre la volontà di una partecipazione diretta non è andato. «Non si rinnovano i consigli – ha detto Andrea Vannucci di Insieme per Carrara –, ma manca un’alternativa concreta. Preferiscono la democrazia diretta a quella rappresentativa, ma non hanno ancora detto come». Va in scena un’altra commissione Bilancio su quello che sarà il destino dei consigli di cittadini. Ieri a palazzo civico sono stati ascoltati i presidenti Rosanna Pino e Jenny Lorè per i consigli di Carrara centro e Avenza. «Dopo due anni dal loro insediamento – ha detto Del Nero – era doveroso fare un passaggio con i diretti interessati. La nostra idea è quella di andare oltre ai consigli, attuare una democrazia diretta e vogliamo conoscere le loro esperienze». Questa linea non ha però convinto i consiglieri di opposizione e gli stessi interessati. «Credo che li stiate prendendo in giro – ha detto Vannucci –. Li fate venire qui a esporre i problemi, con la consapevolezza che poi verranno cancellati.Ma voi dell’amministrazione cosa intendete fare? Attenzione a innamorarvi degli strumenti. Democrazia diretta non significa che sia migliore di quella rappresentativa: diretta significa invogliare a partecipare chi ha la possibilità, ma purtroppo anche chi ha interessi. La democrazia rappresentativa invece permette a tutti di essere al tavolo delle decisioni. La verità e che voi avete paura a dire ai diretti interessati che la loro esperienza è finita, che non devono prendersi impegni aprendo progetti e che vi suggeriscano come fare partecipazione». «La vostra scelta – ha detto Roberta Crudeli del Pd –, mi pare che manchi di rispetto a queste persone: a cosa serve se sapete già che la loro esperienza deve finire?». Anche i diretti interessati esprimono dubbi: «Sinceramente – è intervenuta Pino – non comprendiamo la motivazione della nostra convocazione. Per quanto riguarda i progetti abbiamo portato avanti la pulizia delle statue. I problemi che abbiamo riscontrato? Uno fondamentale è stata la mancanza di una sede, che non ci ha permesso di avere una sorta di sportello con il cittadino per ascoltare i suoi problemi. Altro problema è stato il rimpallo delle nostre richieste da un ufficio all’altro. Tranne l’ex assessore Giuseppina Andreazzoli, molte volte i dirigenti ci hanno mandato dai loro colleghi per risolvere i problemi e molto spesso la questione cadeva nel vuoto».