Carrara, 24 ottobre 2017 - Il treno di Matteo Renzi farà tappa in città. La prossima settimana, la data è ancora da definirsi, il segretario del Pd farà sosta nella città che più gli ha dato filo da torcere. I renziani doc sono già al lavoro per organizzare al meglio la visita che dalla stazione si dipanerà alle cave e poi sul lungomare. Una visita che casca in un momento fra i più bellicosi all’interno del partito. Dopo la batosta elettorale adesso una nuova puntata nell’odissea di via Groppini che si snoda nelle manovre di tesseramento. Effettuate dal commissario renziano, Franco Vazio «in maniera un po’ troppo leggera», così sostengono i dissidenti non renziani, tanto da imporre, viste le valigie di Martina Nardi e i faldoni di Giacomo Bugliani, al coordinatore del tesseramento Luca Ragoni uno stop e una verifica, dietro le numerose denunce di anomali e partite dai circoli. Adesso si attendeva l’entrata in gioco della commissione di garanzia regionale che invece non si pronuncia e demanda tutto al nazionale. Per questo Luca Ragoni è stato convocato a Roma per domani dove sarà ascoltato sulle alterne vicende del tesseramento.

Intanto la parte renziana del partito punta a fare chiarezza: Marco Rivieri, Massimo Peri, Luciano Morotti, Maria Rosa Baldini, Ilaria Bellè, Laura Abba, della commissione per lo svolgimento dei congressi, ricordano che i circoli sono 39 e che, «viste le trascorse ed innegabili difficoltà per iscriversi al Pd, è stato nominato Franco Vazio Commissario ad acta per il tesseramento». Riferendo le vicissitudini di presidenti dimessi, nuove nomine e riunioni varie, si arriva in un lungo documento alla nomina di Luca Ragoni coordinatore. «Abbiamo tentato – scrivono – di dare alternanza ed evitare che una tale delicata posizione venisse ricoperta da soggetto segnalato alla Commissione di garanzia provinciale per i comportamenti lesivi dell’immagine del Pd, tenuti in campagna elettorale. Contraddicendo il regolamento, durante i lavori di tutte le riunioni, alla Commissione non è stato possibile assumere decisioni sulla base del più ampio consenso possibile; i coordinatori hanno svolto la funzione in modo autoritario, imponendo decisioni a colpi di maggioranza per ritardare il congresso». Da qui un attacco a Ragoni che avrebbe inviato ai circoli l’elenco dei tesserati, ledendo la privacy dei cittadini, nonché la decisione di «riconoscere solo il tesseramento raccolto dai 39 circoli del partito, tentando di vanificare l’operato del Commissario Vazio». Pertanto i firmatari sollecitano un cogresso veloce: «Servono i nuovi organismi dirigenziali a livello locale. Dobbiamo essere pronti per i prossimi appuntamenti elettorali in programma. Il nostro è un partito serio, ha procedure trasparenti e verificabili per il tesseramento, con organi di garanzia a livello territoriale e nazionale. Se ci sono situazioni che non vanno bene non si denunciano sui giornali, piuttosto si ricorre agli organi di garanzia».

Luca Ragoni è stato convocato intanto a Roma dalla commissione nazionale per verificare le modalità del tesseramento avvenuto nella nostra provincia. La questione doveva prima essere risolta a Firenze, ma la commissione regionale evidentemente ha rigirato il delicato fardello al nazionale. Intanto resta sospesa la data del congresso.