Carrara, 25 agosto 2017 - «Poche idee, ma ben confuse». Così il gruppo consiliare del Pd riprende il tema che nei giorni scorsi è stato al centro della prima seduta della commissione Bilancio. «I consigli dei cittadini? Li sciogliamo. Però chiediamo a loro con cosa li dovremo sostituire. E poi “muri delle idee” (pomposa definizione di fogli di carta appesi a strutture mobili, dimenticando – come cantava Gaber – che la libertà “non è uno spazio libero”) e piattaforme e app sul degrado. Insomma, l’impressione è che sul tema della partecipazione la nuova Amministrazione navighi a vista, con poche idee ma ben confuse. Sindaco, assessori e consiglieri pentastellati farebbero bene – sostiene il gruppo Pd – a spiegare, invece, se intendono a meno attivare le forme di processo partecipativo previste dalle leggi, già sperimentate in altre realtà locali, o altre forme strutturate di coinvolgimento dei cittadini nelle scelte del Comune: ad esempio sul porto e sul suo piano regolatore, sulla revisione degli strumenti urbanistici o sul regolamento degli agri marmiferi». I consiglieri democratici ricordano che «nel programma della coalizione di centrosinistra e in alcune messe a punto durante la campagna elettorale, questi strumenti erano stati indicati e definiti: come ad esempio l’idea che l’azione della Giunta e quella degli uffici comunali fosse affiancata da “lab” (su diversi assi tematici) strutturati, composti da categorie, associazionismo, mondo del volontariato, per intervenire nella pianificazione strategica, non per dare solo un “parere” a posteriori».

«Non bastano gli slogan – proseguono –, le consultazioni virtuali o anche i referendum su tutto e su tutti: occorre invece modificare la struttura stessa amministrativa per far emergere le necessità e le energie del territorio» insistono i democratici. «Non si può risolvere tutto in un rapporto on line, del singolo con l’amministrazione: è un modello di finto coinvolgimento, individualista e verticale, che non ha nulla a che vedere con la partecipazione». 

Non meno “incerta” l’idea di trasparenza, sempre secondo il Pd, del sindaco e della sua maggioranza: « De Pasquale già in campagna elettorale non aderì alla campagna elettorale di “SaiChiVoti” (lo fecero solo Zanetti e Claudia Bienaimè, pubblicando in tempo reale impegni e, soprattutto, finanziamenti ricevuti) e non si impegnò a sottoscrivere la Carta di Avviso Pubblico, già Carta di Pisa. A due mesi dall’insediamento, quanti degli amministratori – sindaco, assessori, consiglieri – lo hanno fatto?» domandano i democratici. «Insomma, volevano costruire il “Palazzo di Vetro” – conclude il gruppo pd – ma al momento il cristallo che stanno utilizzando è decisamente opaco».