Carrara, 13 ottobre 2017 - «Tutti uniti per cavalcare l’onda della reindustrializzazione». E’ deciso il direttore generale di Confindustria Livorno e Massa Carrara, Umberto Paoletti, a tenere in mano il timone dell’importante scommessa in vista della firma dell’accordo di programma prevista a Roma per giovedì. In attesa del d day per il rilancio, il direttore intende scuotere l’intero territorio e sollecitare istituzioni e imprese ad avere le idee chiare sulle priorità e non farsi trovare impreparati all’appuntamento. Per quanto con contenuti che potranno non essere all’altezza delle aspettative, l’accordo, con il riconoscimento di area di crisi, prevede una pioggia di milioni, circa 20, e una serie di facilitazioni e agevolazioni per chi intende investire sul nostro territorio. Da qui la posizione di Paoletti che sollecita un tavolo con tutte le parti coinvolte in cui si indichino le priorità e come si intenda sfruttare questa importante opportunità. «Bisogna decidere – sostiene Paoletti – come si intenda declinare il volume delle risorse che arriveranno. E’ importante che siamo noi a definire i requisiti per l’accesso e il terreno su cui vorremo sviluppare gli impegni. Da qui la necessità di un tavolo subito dopo la firma dove definire il da farsi per evitare interventi a spot che vanificherebbero questa chance». L’esigenza di fare sistema è stata gridata a più voci nei recenti convegni degli industriali, da quello sulla nautica proposto da Nca a quello di Confindustria delle scorse settimane. «In questo territorio – spiega Paoletti – il dialogo fra istituzioni locali, Regione e Governo è saltuario. L’ultima amministrazione ha tenuto la barra dritta per arrivare a questo accordo. Ora ci siamo: proponiamo una holding del territorio che gestisca in prima persona finanziamenti e agevolazioni. Dobbiamo avviare un’azione congiunta sulla pianificazione urbanistica e sulla programmazione economica per un’azione più cooordinata di quanto non sia stato fatto oggi sull’intera area di costa che va da Marina a Livorno. Se vogliamo riequilibrare il tasso anomalo della disoccupazione di questa zona, dobbiamo investire sul manifatturiero». Da qui Paoletti indica le sue linee guida che spera siano condivise da istituzioni e imprese: «Il settore meccanico, che con Ge genera un indotto importante, il polo chimico con la Solvay, la nautica con Nca che ha dato vita a un una subfornitura eclatante e inaspettata, nonché il marmo che rimane l’asset più importante. Dobbiamo organizzare una gerarchia di priorità e creare una commissione di costa che rispetti accordi e cose da fare. Dopo l’accordo – conclude il direttore – avviamo un piano industriale con le stategie che intendiamo attuare».