Massa, 3 gennaio 2018 - "Quei pasti non sono affatto buoni. Non sono preparati in cucina, ma altrove e vengono consegnati il giorno prima del loro effettivo consumo": a questo punto i vigili del fuoco del distaccamento di Aulla "sono scesi sul piede di guerra", come del resto quelli di Carrara. Per loro il nuovo anno ha portato "un deciso peggioramento" per quello che riguarda pranzo e cena da consumare in caserma. Se prima c’erano delle cuoche regolarmente assunte che preparavano i pasti sul momento, garantendo anche la varietà, adesso devono accontentarsi di un pasto 'veicolato', cioè cucinato altrove e consegnato in piatti di carta coperti da pellicola trasparente. Il motivo? Dopo tre anni, scaduto l’appalto, è subentrata una nuova ditta che non ha mantenuto la presenza delle cuoche in caserma. In tutta la Toscana, infatti, ne sono state licenziate 24, di cui quattro solo nella nostra provincia.

"Noi facciamo turni di dodici ore – spiega Gianni Mola della Fns Cisl, che lavora ad Aulla – quindi ci spettano pranzo e cena. In caserma c’era la cuoca e finora ci venivano preparati i pasti sul momento. Da alcuni giorni, invece, con la nuova ditta arriva del personale a consegnare piatti pronti, senza etichette con gli ingredienti, senza dettagli, senza possibilità di scegliere, se qualcuno di noi avesse intolleranze alimentari". Il pasto, tra l’altro, viene consegnato il giorno prima.

"A occuparsi della refezione prima era una ditta di Bologna – continua Mola – adesso la vincitrice della gara, al ribasso, proviene da Somma Vesuviana e ha deciso di fare un’atra scelta. Esiste infatti una circolare che garantisce la possibilità di fornire pasti veicolati nelle sedi più piccole, come la nostra e quella di Carrara. Il contratto con la nuova ditta è stato firmato il 27 dicembre e noi non sapevamo niente. Immaginatevi la sorpresa, il 31 dicembre, quando è arrivato un dipendente coi pasti preconfezionati per il giorno dopo. Abbiamo fatto le nostre rimostranze al comandante che, a fronte delle segnalazioni, ha ritenuto opportuno non farci consumare i pasti. Ci hanno mandato al ristorante. E’ stata inviata una segnalazione alla ditta che non ha ancora risposto". Nessuno vuole mangiare quel cibo e il sindacato ha dichiarato lo stato d’agitazione, chiedendo un incontro con la direzione regionale. "Non ci è stata data neppure la possibilità di scegliere cosa mangiare – chiude Mola  – e siamo anche preoccupati per quei posti di lavoro perduti. Si è scelto il risparmio economico, senza pensare alla qualità e alle persone licenziate".