Massa, 6 dicembre 2017 - Per la Via Francigena è il tempo delle scelte. Ospitalità, manutenzione dei tracciati, promozione e comunicazione del prodotto sono stati i temi al centro del convegno all’Ospitale San Lorenzo Martire (già convento dei Padri Cappuccini) di Pontremoli, dalla Regione Toscana per dare una svolta ai servizi sul cammino. L’appuntamento pontremolese è il secondo di quattro curati dai Comuni capofila delle aggregazioni (Firenze, Siena, Lucca, Pontremoli e Fucecchio) nate con la convenzione dello scorso luglio. I lavori sono stati aperti dal sindaco Lucia Baracchini, che ha sottolineato la necessità di costruire buone pratiche che aiutino i comuni a rendere funzionale il tracciato. Molto lavoro è stato svolto da volontari come quelli del Cai che hanno aiutato a mantenere puliti i sentieri la cui disponibilità a proseguire è stata promessa dal presidente Tonino Rosa. Fondamentale per garantire l’accoglienza i volontari come il Gruppo Missionario di Padre Daniele che hanno fatto crescere i numeri dell’ospitalità gli Amici di San Caprasio di Aulla, che con lo stesso spirito sono riusciti a creare una tappa importante nel tratto lunigianese. «Ai Comuni - ha detto il sindaco - è toccato il compito di sensibilizzare i cittadini verso un sentimento di accoglienza che sia non solo disponibilità allo scambio, ma anche curiosità di conoscenza e di crescita, predisposizione d’animo verso i nostri ospiti».

Erano presenti il dirigente del Servizio Turismo della Regione Toscana Stefano Romagnoli con il consigliere regionale delegato alla Via Francigena toscana Francesco Gazzetti e tecnici che hanno curato i tavoli di concertazione. C’era anche il sindaco di Filattiera Annalisa Folloni. Relatore del capitolo «manutenzione« Stefano Romagnoli. « In questa zona il percorso ha caratteristiche particolari e bisognose di attenzione - ha rilevato - che abbiamo deciso di riservare ai tratti non asfaltati. I fondi saranno distribuiti dalla Regione al Comune capofila, che si occuperà di ridistribuirli sul territorio«.

Intanto sono arrivate ai Comuni le risorse per la segnaletica del progetto Francigena Ciclabile. Entro fine marzo dovrebbe essere terminato il lavoro di cartellonistica, così si potrà procedere anche alla percorribilità di questo percorso che sarà georeferenziato. Un altro paragrafo del progetto riguarderà l’ippovia. L’aspetto dell’ospitalità è stato trattato da Andrea Carubi. I tipi di accoglienza presenti sul tracciato sono ospitalità povera, ostelli e imprese, ma la prima è determinante per la Via Francigena. Il relatore ha evidenziato la differenziazione territoriale del percorso. «C’è un problema di unione fisica sulla Francigena - ha avvertito - . Dobbiamo trovare il modo di unire i luoghi. Altro problema emerso è la necessità di destagionalizzare il percorso e garantire l’ospitalità tutto l’anno, così come la copertura dei servizi di base. Senza dimenticare l’importanza delle informazioni: ogni impresa, ostello, ospitalità deve avere e dare informazioni chiare e precise«.

Raffaele Mannelli si è occupato della promozione. «Ci siamo chiesti perché la Via Francigena abbia numeri così lontani da quelli del Cammino di Santiago – ha affermato l’assessore al Turismo Clara Cavellini -. La risposta è che questo percorso è nuovo e ha bisogno di più promozione sia a livello locale, che regionale, che europeo«. Sulla comunicazione è stato ricordato che VisitTuscany permetterà dal prossimo anno di inserire sul sito i propri prodotti turistici e Radio Francigena, che garantisce pubblicità gratuita per i territori. Nel corso dei lavori sono stati presi alcuni impegni: un accordo con Toscana Promozione Turistica, la costituzione di un Osservatorio turistico di destinazione per la Via Francigena, che raccolga dati sui pellegrini e la sensibilizzazione della cittadinanza per dare una mano a chi chiede informazioni.

«Abbiamo il compito di guidare il cammino e negli ultimi anni la Regione ha fatto molto per la Francigena - ha concluso Gazzetti -. Dobbiamo cercare di capire quali sono le reali necessità, confrontandoci continuamente con i territori. Crediamo che la Via Francigena debba essere decretata «Patrimonio dell’Umanità». E lo vorremmo per far sì che questo grande bene venga tutelato, valorizzandone le unicità». Presente alla mattinata anche l’Istituto Alberghiero Pacinotti di Bagnone, che ha presentato insieme al professor Rolando Paganini il «Pane di Sigerico», un prodotto dedicato e pensato sulla Via Francigena. E l’Istituto tecnico turistico, che ha colto l’occasione per trasformare l’incontro in un momento di conoscenza del territorio e di crescita.