Massa Carrara, 7 febbraio 2018 - Pedinata, minacciata, molestata con telefonata ed sms dal contenuto sempre più violento. La sua vita era diventata un vero inferno provocato dal comportamento dell’ex marito con cui era separata da poco tempo. Da par suo l’uomo non aveva accettato la fine della loro storia, la sua reazione è stata quella vista in altre situazoni simili. Ha cominciato a tormentare l’ex moglie prima con telefonate ed sms agli orari pià assurdi, poi ha alzato il tiro passando a metodi ancora più molesti: così la donna (una 56enne residente in un centro della provincia) si è vista pedinare ogni volta che usciva di casa, in più di un’occasione l’ex marito ha fatto anche irruzione nell’ufficio deve la donna lavorava.

Lei ha cercato di far finta di nulla finchè ha potuto nella speranza di vedere finire quell’incubo senza dover sporgere denuncia contro l’ex marito, di due anni più giovane. Così ha sopportato ancora per un po’, fino al giorno in cui l’uomo con cui aveva deciso di trascorrere tutta la vita ha cercato di investirla con l’auto. La donna ne è uscita illesa solo perchè all’ultimo istante è riuscita a evitare l’impatto con l’auto; ma una volta pasata la paura di quel brutto momento è andata a denunciare l’ex marito ai carabinieri. Non solo l’ultimo, folle tentativo di investimento, ma anche l’incubo vissuto nei mesi precedenti fra pedinamenti, minacce fatte di persona e al telefono o gli sms inviati a tutte le ore del giorno e della notte.

Non c’è voluto molto ai carabinieri della compagnia di Massa per mettere insieme importanti riscontri contro il 54enne, finito a processo con l’accusa di «atti persecutori» (articolo 612 bis del codice openale), meglio conosciuti come stalking. In aula molti testimoni hanno confermato il racconto della donna riguardo il comportamento dell’ex marito, nel frattempo finito in carcere in forza di una condanna per altri reati. Ieri in aula era presente la donna vittima delle attenzioni dell’ex marito, costituita parte civile e assistita dall’avvocato Riccardo Ragusa del foro di Massa: il procedimento è passato dal giudice Giovanni Sgambati a Fulvio Biasotti, il legale della difesa non ha dato il suo assenso ad acquisire le testimonianze finqui rese in aula. Così tutti i testimoni dovranno essere rivonvocati per confermare quanto già detto in aula nelle precedenti udienze.