Massa, 10 settembre 2017 - IL FAI (Fondo Ambiente Italiano) valorizzerà le Alpi Apuane, e per la precisione l’area del Pizzo d’Uccello, nel comune di Casola in Lunigiana. Non parliamo di grandi somme ma è il primo intervento alternativo di sviluppo locale nelle Apuane. Una sorta di progetto pilota che può diventare un modello da replicare in questa e altre aree considerate marginali in Italia. Ma vediamo i fatti. Tutto comincia con il censimento dei «luoghi italiani da non dimenticare»,promosso dal Fai in collaborazione con Banca Intesa San Paolo.

Il Comitato «Salviamo le Apuane» ha colto l’occasione, ha presentato un progetto d’intervento e ottenuto così 10mila euro di contributo. Grazie ai questi soldi, i lavori si divideranno in due distinte azioni: la creazione di un sentiero Fai con la messa in sicurezza e la riapertura del percorso che da Ugliancaldo, frazione di montagna nel comune di Casola Lunigiana abbarbicata sulle pendici delle Apuane, porta alla base della parete nord del Pizzo d’Uccello. E parliamo proprio del luogo dove s’innesta una via ferrata che, transitando sulla cresta di Capradossa, porta sino in vetta alla montagna.

LA SECONDA azione prevede il completamento della sede dell’Associazione «I’marcord» che diverrà punto di ristoro e d’informazione turistica per i visitatori dell’area. La stessa Associazione s’occupa del recupero d’Ugliancaldo, teatro negli ultimi anni di un controesodo caratterizzato dal recupero di immobili e da una ripresa economica e demografica del paese. L’intervento del Fai si inserisce in un più vasto programma del Comune di Casola Lunigiana per favorire il ritorno delle attività economiche e culturali della montagna con il ripopolamento di piccoli borghi e il rilancio di agricoltura,pastorizia e turismo. Un’iniziativa il cui obiettivo è ricostruire la comunità e le relative attività organizzando le risorse locali, col superamento della monocultura industriale del marmo e il riequilibrio di economia, ambiente e paesaggio.

I «Luoghi del Cuore» con il loro censimento hanno dato inizio al processo di valorizzazione di tutto il territorio delle Alpi Apuane. Nell’estate 2015, ad esempio, sono sorti l’Ecomuseo delle Alpi Apuane e l’Osservatorio del Paesaggio delle Apuane, promosso spontanetaneamente dalla comunità.E il 15 marzo scorso è stato presentato il Piano Integrato Territoriale “Bioregione Alpi Apuane”, candidato a un finanziamento di 3 milionida parte della Regione Toscana.