Massa, 12 settembre 2017 - LE AUTO lanciate a tutta velocità prese come bersagli di un gioco (?) assurdo e pericolosissimo. A distanza di due mesi esatti torna l’incubo dei sassi lanciati lungo la A12 da mani ignote. E non è un caso che la segnalazione anche ieri sia arrivata dallo stesso punto da dove, quest’estate, era stata colpita una famiglia di turisti fiorentini. Se l’erano cavata con tanto spavento, il parabrezza sfasciato dal sasso ma fortunatamente nessuna conseguenza fisica. Anche stavolta solo per puro caso non c’è scappata la tragedia. L’allarme è scattato ieri mattina intorno alle 11 quando alla centrale della polizia e dei carabinieri sono arrivate una dopo l’altra le telefonate degli automobilisti diventati bersaglio del folle lancio. «Una banda di ragazzini sta tirando sassi dal cavalcavia». Nessuno come detto è stato colpito, ma per tutti la paura è stata tanta: un’auto in particolare è stata sfiorata dal sasso gettato dall’alto. In pochi minuti le pattuglie di polizia e carabinieri sono arrivate nella zona di via Poveromo dove era stata segnalato il folle lancio, non a caso lo stesso di quest’estate.

QUESTIONE di minuti, tanto è bastato alla banda di «lanciatori» per dileguarsi nelle stradine della zona, stando al racconto di alcuni automobilisti si tratterebbe di alcuni ragazzini, anche se si tratta comunque della testimonianza fatta da chi li ha visti passando con l’auto a più di 100 all’ora. Non è escluso possa trattarsi degli stessi balordi entrati in azione a inizio di luglio quando il sasso lanciato da un cavalcavia della zona aveva centrato in pieno l’auto di alcuni turisti fiorentini. Avevano da poco imboccato l’autostrada al casello di Massa quando, mentre stavano passando sotto un cavalcavia, un sasso ha colpito con violenza il parabrezza della loro vettura. Il vetro ha fortunatamente assorbito l’urto, il conducente è riuscito ad accostare nella corsia di emergenza e chiamare i soccorsi. Sul posto è poi arrivata una volante della polizia stradale che ha raccolto la loro testimonianza prima di accompagnarli fino al casello di Versilia.

Ancora non è chiara l’esatta dinamica dell’accaduto. «E’ successo tutto in un attimo – il racconto della turista fiorentina che stava viaggiando sull’auto al fianco del marito – sul momento non ci siamo accorti di nulla, abbiamo sentito il botto e poi abbiamo visto questo sasso della misura di un pugno contro il nostro parabrezza. Eravamo entrati da poco al casello di Massa e avevamo percorso non più di sei chilometri in direzione Firenze, quando siamo stati colpiti dal sasso che ha aperto un buco nel nostro parabrezza. Stavamo passando sotto un cavalcavia e attorno a noi non c’erano altri veicoli quando siamo stati colpiti. Non abbiamo visto partire il sasso, fortunatamente il vetro ha retto l’urto e mio marito ha potuto accostare. La polizia è arrivata dopo poco e ha raccolto la nostra segnalazione. Ma non avevano con noi il sasso che, dopo averci colpito, chissà dove era finito».