Carrara, 12 febbraio 2018 - E' tornato l'incubo delle rapine in villa. Carrara è sconvolta per l'irruzione di una banda, nella serata di sabato 10 febbraio, nella villa di un imprenditore, un big del marmo, Alberto Franchi. L'uomo e la moglie sono stati tenuti sotto scacco da quattro-cinque persone che sono entrate in casa intorno alle 19.15. Volevano oro e soldi, avevano pistole e coltelli.

Hanno immobilizzato la coppia, che attendeva gli amici per cena. Tutti insieme avrebbero guardato il Festival di Sanremo. Quella che doveva essere una serata di allegria si è trasformata in un incubo. La banda non ha guardato in faccia a nessuno: voleva i preziosi e i soldi. Sotto la minaccia di una pistola, hanno portato al piano superiore l'imprenditore chiedendogli di aprire la cassaforte, mentre altri intanto legavano la moglie di Franchi.

L'uomo non ricordava la combinazione e per questo è stato picchiato. In ospedale gli sono stati riscontrati vari traumi tra cui la rottura di una costola. L'incubo è finito solo quando gli amici, attesi appunto per cena, hanno suonato il campanello. A quel punto la banda si è sentita scoperta e ha abbandonato velocemente l'abitazione.

Sembra, secondo quanto si apprende, che siano stati sparati dai malviventi anche dei colpi di pistola che fortunatamente non sono andati a segno. Il gruppo è fuggito con soldi e gioielli, tutto quello che ha potuto arraffare in quei minuti convulsi. La banda è quindi sparita nel buio, mentre gli amici della coppia chiamavano le forze dell'ordine. Una vicenda che lascia sotto choc perché fa tornare l'incubo delle rapine in villa. Case spesso isolate di persone facoltose che vengono prese di mira. I malviventi sono tra l'altro riusciti a portare via l'apparecchio che registra i video delle telecamere a circuito chiuso piazzate nella villa. 

«Invio la piena solidarietà mia e dell'amministrazione comunale ad Alberto Franchi e alla sua famiglia - dice il sindaco di Carrara Francesco De Pasquale -. Quello che è accaduto è davvero inquietante e riporta alla luce con dirompenza quanto sia necessario dotare le forze dell'ordine di strumenti, strutture, risorse e uomini: i cittadini hanno tutto il diritto di sentirsi sicuri».