Massa, 13 ottobre 2017 - A Farsi staccare la luce da casa non ci pensava proprio. Anche perchè quel provvedimento così drastico ai suoi occhi, era l’ingiusto epilogo di un clamoroso disguido fra diverse società fornitrici di servizi di energia elettrica. Telefonate ai call center, lettere e richieste di informazioni negli uffici non sono servite a nulla. Così quando sono arrivati i tecnici «armati» di sigilli ha deciso di passare alle maniere forti, armandosi a sua volta: li ha aspettati sulla porta di casa imbracciando la carabina puntata dritta dritta contro di loro. Facilmente immaginabili le conseguenze dello show improvvisato da un 50enne residente in un piccolo centro della nostra provincia. E’ stato denunciato per minaccia aggravata, reato di cui dovrà rispondere nel processo dove sarà difeso dall’avvocato Alessandro Ravani.

Vicenda nata a inizio settembre quando a casa del 50enne sono arrivate alcune lettere di sollecito da parte di una società per il rinnovo del contratto di fornitura dell’elettricità, seguite di lì a poco dalle consuete chiamate dai call center. «Ha il contratto scaduto, deve rinnovarlo» il tono sia delle missive che delle telefonate.

Da parte sua il 50enne era convinto di avere le carte in regola, come poi confermato nei giorni successivi da un confronto fatto in un punto-Enel. «Il contratto c’è – si è sentito rispondere – è in regola». Tutto chiarito? Nemmeno per sogno. Nelle settimane successive nella cassetta della posta sono arrivate altre lettere, così come al cellulare ha squillato più volte per le chiamate dei call-center. La svolta alcune settimane fa con l’arrivo di una lettera dai toni inequivocabili: «Deve sottoscrivere un nuovo contratto altrimenti entro 30 giorni provvederemo al distacco del contatore».

Non era Enel, ma un’altra società. Tempo 48 ore e al citofono del 50enne hanno suonato due tecnici con pinze e sigilli. «Dobbiamo chiudere il contatore» hanno detto, salvo poi trovarsi puntata dritta in faccia la carabina quando hanno salito le scale fino all’appartamento dove dovevano intervenire. Da qui la fuga precipitosa e la richiesta di aiuto ai carabinieri.

Nella successiva perquisizione in casa dell’uomo è stata trovata la carabina ritenuta oggetto del contendere, insieme ad altre armi regolarmente denunciate e detenute dall’uomo. Nei suoi confronti è scattata una denuncia per minaccia aggravata, il processo partirà breve in tribunale. E la corrente elettrica? E’ stata staccata proprio mentre il 50enne si trovava in caserma dai carabinieri per chiarire i motivi del suo comportamento. E’ così rimasto 10 giorni al buio, con tutti i disagi del caso, salvo poi sborsare 600 euro per il riallaccio del contatore. Il suo avvocato si riserva una successiva azione civile nei confronti della società, con una richiesta di risarcimento danni.