Massa Carrara, 21 marzo 2017 - ROBERTO Angeli abita a Marina: ieri per fare colazione ha preso l’auto, è arrivato in via Bassa Tambura ed è entrato al Bar Ginocchi: lo ha fatto per dimostrare che quell’attività storica per città, è un luogo sano e che il caso di meningite di una 56enne dei giorni scorsi non ha modificato in alcun senso la professionalità, la qualità che da anni offre ai clienti. Episodio segnalato come prassi necessaria per l’incolumità dei cittadini, con un comunicato dalla Asl nel quale è stato fatto riferimento al locale nel quale la donna fatto colazione il 13 e il 16 marzo, dalle 7.30 alle 8.30. In altre parole, il bar non è un luogo di contagio. «Gli amici – ha detto Roberto Angeli – si vedono nel momento del bisogno e così eccomi qua». Con loro anche Franco Lorieri, maestro di ballo, pronto a testimonare che il caso di meninigite non è legato al locale. Dietro il bancone ci sono Paolo e Oreste Ginocchi, per loro che da anni a metà mattina hanno il bar pieno di clienti (tra i quali i molti medici) ieri mattina è stato un lunedì diverso, perché il caso di meningite ha creato un’autentica psicosi. «Ci sentiamo discriminati – commenta con amarezza Oresti Ginocchi – perché soltanto il nostro locale è stato menzionato nel comunicato della Asl. La signora potrebbe essere entrata in altri negozi, nel supermercato, avrebbe potuto prendere un autobus. Potrebbe essere stata ovunque. Da sabato per noi è iniziato un incubo».

Paolo e Oreste Ginocchi sono amareggiati e preoccupati perché la segnalazione del loro bar potrebbe cambiare il volto di anni di attività senza mai un problema. E’ stata l’Asl sabato pomeriggio ad avvertire i titolari del bar che era necessaria la profilassi e da quel momento il locale si è svuotato: ma sono successi anche altri episodi spiacevoli sui quali Paolo e Oreste riflettono con amarezza e che coinvolgono altre persone. «Vorremmo sapere dall’Asl – dice con educazione Oreste Ginocchi – come mai solo il nostro bar è stato menzionato nel comunicato. Capiamo perfettamente la situazione, ci dispiace per la signora colpita da meningite. Ma noi non abbiamo alcuna responsabilità». Il bar Ginocchi è in via Bassa Tambura dal 1959, ma l’attività del papà dei fratelli Ginocchi è antecedente: quel bar ha scritto la storia della città ed ora rischia di essere messo ingiustamente all’indice. Paolo Ginocchi conclude: «Ringrazio quanti stamani sono venuti come tutti gli altri giorni. Grazie di cuore». E così anche “La Nazione” vuol essere testimone che non è successo nulla e che non si prende la meningite. «Caffè e brioche» per solidarietà e perché la qualità è indiscussa, come ogni giorno.

Maria Nudi