Carrara, 10 febbraio 2018 - «Faccia l’ordinanza che secondo lui basta a rendere i beni estimati patrimonio pubblico e rispetti le promesse fatte ai cittadini». Non ci sta l’opposizione, dai grillini sempre definita collusa e corrotta perché non faceva le leggi sul marmo e, l’indomani della sentenza del tribunale che stabilisce che i beni estimati sono privati, suona la gran cassa su uno dei tempi più importanti per la città e la sua economia. Così convocata la stampa, i segretari di Pd, Psi, Pri e Alternativa per Carrara si tolgono qualche sassolino. Apre i lavori il vertice del Partito democratico, Gian Luca Brizzi, che riconfermando l’impostazione del centro sinistra sulla questione ricorda come sia necessario adesso più che mai ancorarsi a un provvedimento del Parlamento. «Strano che i 5 stelle ora chiedano l’intervento delle Camere e quando noi eravamo al governo ci davano dei corrotti e dei collusi perché non facevamo quella “famosa ordinanza del consiglio che avrebbe in 5 minuti risolto l’intera vertenza“. Diano un segnale chiaro, spieghino agli elettori che non sono rimasti folgorati sulla via delle luminarie natalizie e che vogliono, come hanno detto, spezzare quel legame con gli industriali che adesso sembra sempre più stretto. Non possono strizzare l’occhio ad aziende, ambientalisti ed elettori: si prendano la responsabilità davanti a tutti quelli che strillavano in consiglio». Ricordando la denuncia alla Corte dei conti per danno erariale dello scorso marzo di Francesco De Pasquale, il segretario dei Socialisti Leonardo Buselli parla, carte alla mano, di un autogol: «Quell’esposto sarà contro se stessovisto che in quasi un anno il sindaco non ha ancora fatto niente di quello che aveva annunciato. L’ordinanza del consiglio non è il nostro percorso, noi non ci abbiamo mai creduto e per questo proprio l’attuale sindaco lanciò i suoi strali. Adesso faccia l’ordinanza. La gente deve sapere come stanno le cose sul marmo, altrimenti dicano che si sono sbagliati e che seguiranno il nostro percorso che è l’unico che ha principi di legalità». Sulla stessa linea Moreno Lorenzini, capo del Pri, il quale ha parlato della necessità di trovare soluzioni a un tema che è focale: «La campagna elettorale è finita e i beni sono una risorsa che la città non può permettersi di perdere». Ha concluso Cristiano Bottici, ex presidente Pd della commissione marmo spiegando che il percorso del centro sinistra è quello di attendere una legge nazionale che sancisca la natura delle cave: «All’ordine del giorno di un singolo sindaco non abbiamo mai creduto e non ci crediamo nemmeno oggi, ma, visto che De Pasquale è tanto convinto, faccia ciò che ha promesso. Noi non lo appoggeremo».

Altro tema scottante sul pianeta marmo che crea ul teriore tensione sociale è il numero effettivo dei beni estimati che a sentire l’ex sindaco Lucio Segnanini in pochi anni sarebbero lievitati dal 3 per cento al 30. In sostanza dopo l’abolizione della tassa marmi quei mappali di beni estimati liberi da concessione sarebbero aumentati di dieci volte. «Anche su questo – spiegano i segretari di opposizione – vogliamo chiarezza. Ci hanno sempre accusato di fare gli interessi degli industriali e che noi non volevamo pubblicare la ricognizione sulle cave. Ebbene quella ricognizione è pronta ed è stata fatta da noi: basta portarla in consiglio e approvarla, ma guarda caso nessuno ne sa più niente. Perché non la rendono pubblica così si capisce cosa è successo al monte nel corso degli anni. Proprio l’amministrazione grillina che ha parlato in campagna elettorale di trasparenza e di partecipazione: non capiamo perché non renda pubblici gli atti. Si tratta di una giunta sempre più chiusa in se stessa». Questo giochino – ha concluso Gianluca Brizzi – deve finire. La campagna elettorale è terminata ed è giunto il momento che escano allo scoperto e dicano qual è la loro idea di città. Si devono assumere le loro responsabilità, non possono continuare a scaricare le colpe sulle precedenti amministrazioni e con questo cavarsela. Agli elettori hanno fatto promesse precise, diverse dalle nostre. Sul marmo evidentemente sono stati più convincenti di noi. Hanno vinto. Adesso facciano quello che hanno promesso senza prendere in giro la gente».