Massa, 17 giugno 2017 - L’estate non ha fatto in tempo ad arrivare ufficialmente ma l’alga tossica ha già ‘invaso’ il nostro mare. Le analisi del 13 giugno effettuate dall’Arpat, le prime della stagione, hanno confermato un’enorme fioritura in una delle vasche costantemente monitorate, quella che si trova nella zona dei campeggi, all’imbocco di fronte all’ostello della gioventù. Rispetto al limite di guardia di 10mila cellule per litro di acqua, in quel tratto di mare l’agenzia regionale ne ha individuate addirittura 154mila, oltre dieci volte il valore soglia. Nella norma le altre celle, anche quella di fronte all’Ugo Pisa dove la prossima settimana inizierà il dragaggio dei fondali con l’obiettivo, mai celato, di ridurre le fioriture dell’alga. Il Comune predica calma: "Non è un incidente di stagione né una presenza eccezionale, ormai conosciamo bene l’alga ostreopsis ovata diventata un cliente fisso del nostro mare".

E’ infatti presente da oltre 20 anni e ‘fiorisce’ con forza quando aumentano le temperature delle acque stagnanti. L’alga in qualche caso può produrre lievi malesseri attribuibili a inalazione. Il cosiddetto effetto ‘aerosol’ in condizioni critiche, superiori a 100mila cellule, può provocare "dolori muscolari e articolari, dermatite, congiuntivite, febbre, rinorrea e tosse". Effetti che compaiono rapidamente (2-6 ore dall’esposizione) e si risolvono senza conseguenze in circa 24 ore (se avete questi sintomi, contattate l’Asl allo 0585 4931).

"L’intensità non dipende dai bagni ma è correlata alla durata dell’esposizione all’aerosol pertanto è consigliabile, nei periodi di fioritura critica, ridurre la frequentazione dei tratti di arenile interessati», scrive il Comune che di fatto si limita a sconsigliare lunghe permanenze in spiaggia .

L’esperienza, però, non insegna: come l’anno scorso l’Asl ha infatti inviato a palazzo civico una nota che dal punto sanitario consiglia tutt’altro, ossia consiglia di «sospendere la frequentazione (tout court ndr) del tratto di arenile interessato». Insomma, sull’alga tossica i pareri restano discordanti e il perché lo spiega Arpat, nella sua nota: non è stata ancora recepito a livello normativo il rapporto dell’Istituto superiore della sanità del 2014, Istisan 14/19 sull’ostreopsis ovata. Un atto chiaro sul punto: in caso di densità superiore a 100mila cellule, in qualsiasi condizione meteo, «il rischio di insorgenza di quadri clinici a carattere sistemico derivanti da ingestione di acqua può essere significativo, pertanto si ritiene necessario vietare la balneazione. Le misure di divieto dovrebbero essere estese anche alle altre attività ricreative praticate nell’area delimitata». Insomma, a quanto pare il divieto a oggi è opzionale perché ancora gli studi scientifici non sono stati recepiti a livello normativo.