Massa, 17 giugno 2017 - "Ho agito in piena legalità. Gli episodi sono accaduti in un contesto operativo". Questo il senso delle parole del brigadiere dei carabinieri Alessandro Fiorentino, uno dei militari dell'Arma finito nell'inchiesta per presunte violenze e abusi a danno di persone fermate dagli stessi carabinieri. Accuse che scuotono la Lunigiana. Da Aulla infatti provengono i carabinieri per i quali ci sono le accuse più gravi. Il brigadiere ha risposto alle domande del gip Ermanno De Mattia nel carcere della Spezia dove è detenuto. C'erano anche il procuratore capo di Massa Aldo Giubilaro e il sostituto Alessia Iacopini

Secondo quanto appreso, il giudice De Mattia si è soffermato sulle accuse più gravi, episodi che coinvolgono il brigadiere Fiorentino e gli altri sette carabinieri per cui sono state prese misure cautelari. Tra questi fatti, alcuni pestaggi - così li definisce la procura nella sua richiesta di custodia -, episodi di lesioni a stranieri durante attività antidroga o controllo di documenti. Il militare ha respinto le accuse e avrebbe spiegato che si tratta di fatti avvenuti tutti in un contesto operativo, come il ritrovamento di quantità di droga a persone controllate, interventi di ordine pubblico, attività contro l'immigrazione clandestina.

Il brigadiere ha anche negato di aver minacciato un'avvocatessa, che difende un extracomunitario, sostenendo di esser stato frainteso su alcune frasi, a suo dire pronunciate senza intento malevolo, non sul serio, confidando nel livello di cordialità raggiunto in anni di conoscenza professionale: per l'accusa l'avrebbe minacciata di toglierle la patente automobilistica, cosa mai accaduta, neanche in termini di controllo stradale.

Il gip, tra i chiarimenti, ha chiesto anche di un episodio di violenza sessuale a un uomo trovato con droga: il brigadiere avrebbe ammesso che il soggetto fu fatto spogliare in una sala della caserma per la perquisizione personale a caccia di altra sostanza, ma agendo nel pieno rispetto della legalità. Il brigadiere Fiorentino è il primo carabiniere interrogato dal gip De Mattia tra gli otto destinatari di misura cautelare: il 22 giugno saranno interrogati i tre messi dal gip ai domiciliari; il 23 giugno i quattro colpiti da divieto di dimora nella provincia di Massa Carrara. L'avvocato Carabelli ha presentato al gip De Mattia istanza di sostituzione della misura del carcere con gli arresti domiciliari. Il gip si è riservato.