Aulla (Massa Carrara), 15 giugno 2017 - C'erano le microspie anche sulle auto di servizio dei carabinieri della Lunigiana finiti sotto inchiesta per una serie interminabile di resti. Uno di loro è in carcere, tre sono agli arresti domiciliari e quattro hanno il divieto di dimora nella provincia di Massa Carrara. Tra questi ultimi un maresciallo, sospeso dal servizio perchè aveva anche funzioni di comando.

"Si, abbiamo utilizzato anche le intercettazioni ambientali e telefoniche e sono emerse tante situazioni di illegalità", conferma il procuratore Aldo Giubilaro, titolare dell'indagine assieme al sostituto Alessia Iacopini. I reati contestati a vario titolo sono lesioni, falso in atto pubblico, sequestro di persona, violenza sensuale. Il gip De Mattia che ha firmato l'ordinanza di misure cautelari ha accolto le richieste della procura contestando ben 104 capi di imputazioni.

C'è anche caso di un clochard caricato a forza sull'auto di servizio e colpito con un manganello. Poi altri pestaggi in caserma dove, sempre secondo le accuse, venivano falsificati i verbali. Sei carabinieri erano in servizio alla stazione di Aulla, due ad Albiano Magra, tutti in provincia di Massa Carrara.

Intanto le conseguenze dei provvedimenti scattati ieri mattina si sono fatte subito sentire: stanno lavorando «a scartamento ridotto», praticamente decimate, le stazioni dei carabinieri della Lunigiana colpite dall’inchiesta della procura. In particolare si è ridotta di molto l’attività della stazione di Aulla (una delle più importanti della Lunigiana), che ha una ventina di carabinieri indagati.