Massa Carrara, 7 settembre 2015 - E’ rimasto solo, in preda alla disperazione, senza nessuno che lo aiutasse. Una giornata drammatica per un ragazzino biolorusso, Baloski Bialiuski, che sogna di diventare un grande  ciclista. Una giornata che poteva costargli la vita: in bicicletta ha percorso il tratto della bretella che da Santo Stefano conduce alla Spezia, pedalando per alcuni chilometri contromano. Poi è rimasto per ore, stremato, seduto su un muretto in via Amendola alla Spezia, con accanto la sua bici. Ha cercato aiuto, ha fermato tre persone, dicendo l’unica parola che sapeva in italiano: "Giro della Lunigiana".

Era la sua prima esperienza in una grande gara il "Lunigiana" e voleva fare bella figura,  felicissimo per la convocazione in Nazionale. Invece tutto è andato storto. Nessuno però è intervenuto e lui ha continuato infreddolito a restare sul muretto mentre carabinieri, polizia, volontari e i dirigenti della sua squadra lo stavano cercando ovunque battendo le zone della Lunigiana, guardando con attenzione i dirupi della zona pensando che fosse caduto. I soccorsi sono arrivati solo alle 22,45 quando un ciclista amatoriale l’ha visto piangente, tremolante dal freddo si è fermato e l’ha aiutato proprio quando il ragazzo pensava di dover trascorrere tutta la notte seduto su quel muretto. Ventiquattrore dopo Baloski Bialiuski, sedicenne, componente della squadra nazionale Juniores della Bielorussa che voleva mettersi in evidente nel Giro della Lunigiana, è nell’albergo Porta Lunae di Luni Mare, si è ripreso, dopo una nottata piena di incubi e racconta la sua storia, mentre l’interprete della federazione traduce.

"Non ero molto in forma sabato – ricorda il ragazzino – e ho perso le ruote del gruppo, poi è arrivato il direttore di corsa e mi ha detto di fermarmi che era fuori gara. Una delusione grande. L’auto della squadra mi voleva accogliere ma volevo finire la tappa anche se mi era stato tolto il numero.  Volevo arrivare con le mie gambe all’arrivo di Fosdinovo. A un bivio ho sbagliato strada, ho percorso l’autostrada poi sono uscito allo primo svincolo (Vezzano)".

Erano le 17 e continuando a pedare il ragazzino è arrivato alla Spezia. Ha continuato a girare per la città, non riusciva più a orientarsi. Ovviamente non aveva il cellulare ma solo la maglietta azzurra di gara. Ha fermato tre persone, ma tutti lo hanno evitato. Fra l’altro nessuno fra gli automobilisti ha segnalato che c’era un ragazzo in bici da corsa sulla Bretella, vietata ai ciclisti e per un tratto contromano. Vinto dalla fatica si è fermato in via Amendola.

"E’ arrivata la notte che neppure me ne sono accorto – racconta il giovanissino biolorusso – ho iniziato a tremare dal freddo". Intanto i soccorsi lo stavano cercando ovunque. La dirigente della federazione biolorussa Gala Khaetskaya è ancora scossa: "Ho pregato tanto Santa Rita. Ho avuto davvero paura che fosse successo qualcosa di irreparabile".

"Abbiamo battuto tutte le zone – prosegue il direttore sportivo Michele Devoti –, abbiamo preso anche la direzione della Spezia, però siamo arrivati fino a Migliarina. Eravamo tutti in grande aprensione. Poi è arrivata la telefonata e ringraziamo tutti quel signore che ha prestato i soccorsi". Se non ha trascorso la notte al freddo Baloski deve ringraziare Gialuca Vagaggini, un cicloamatore  spezzino che ha visto quael ragazzo si è fermato ed ha chiamato il 113.

Carlo Galazzo