Carrara, 5 dicembre 2017 - Ha riaperto l’infopoint di piazza Farini. E «San Sebastiano», la statua dello scultore Aldo Buttini sarà riconsegnata alla città. Grandi movimenti in centro in vista delle prossime festività natalizie. Riaperto da piazza II Giugno l’infopoint della piazza del Politeama. Sarà possibile trovare informazioni su tutte le iniziative legate al Natale organizzate dal Comune, e non solo, su tutto il territorio comunale, ma anche sui musei, le mostre in corso e su tutta l’offerta turistica della zona. La riapertura dell’infopoint non è passata inosservata e già nel primo fine settimana lo sportello è stato preso d’assalto da numerosi visitatori, attirati dall’ambiente reso accogliente dagli arredi, dalle luci e dalla professionalità del personale Endas che gestisce i punti info del Comune. «Nonostante il week-end di vento e freddo – dice l’amministrazione – , da segnalare la presenza in città di turisti portoghesi e americani. L’infopoint è aperto tutti i giorni fino al 24 dicembre, dalle 16 alle 18 e il venerdì, sabato e domenica anche dalle 10,30 alle 12,30. «La scelta di ripristinare e riaprire il centralissimo punto informazioni in città è un segnale importante – proseguono – dato che anche da qui passa il rilancio turistico: la speranza è quella di riuscire a tenere aperta la struttura anche il prossimo anno per offrire un punto di riferimento ai tanti turisti e ai visitatori che vengono in città».

Di pari passo si sta concludendo il restauro della statua di San Sebastiano dello scultore Buttini, lo stesso autore della «Frine», per tutti la Venere, posizionata davanti al palazzo delle poste in largo 25 Aprile. La statua è attualmente conservata al museo del Marmo: sono allo studio varie ipotesi per la sua futura collocazione. Originario di Aulla, dove nacque nel 1898, Buttini dal 1922 al 1923 seguì i corsi dello scultore Carlo Fontana all’Accademia di belle arti, fu allievo di Arturo Dazzi e nella sua formazione ebbe una importanza rilevante la scultura di Michelangelo. A Carrara sposò Alma Dell’Amico e aprì uno studio di scultura. Dal 1935 fu docente di Ornato e figura modellata al liceo Artistico «Gentileschi». Tra la sua vasta produzione «La leva» per i giardini di Villa Torlonia a Roma e 10 delle 64 statue in marmo di atleti destinate allo stadio dei marmi e al Foro italico. Nel 1997 la nostra città gli dedicò una mostra celebrativa e fu uno degli artisti in mostra in occasione della Biennale del 2000 curata da Antonio Paolucci. Per la prima mostra del marmo, realizzò la «Fontana della Frine» in marmo bianco ornata di amorini danzanti e posta in Largo XXV Aprile, di recente restaurata grazie alla sinergia tra Comune e Galleria duomo, su progetto dell’ingegnere Antonio Baldini.