Fvizzano (Massa), 10 febbraio 2018 - "Un numero anomalo, rispetto ai comuni limitrofi, di cittadini brasiliani (ben 143) negli anni 20016 - 20017 hanno ottenuto la cittadinanza italiana “jure sanguinis”. Chiediamo la possibilità di consultare, con un dipendente comunale, tutta la documentazione propedeutica al rilascio della cittadinanza, in modo da chiedere chiarimenti". E’ questa, in estrema sintesi, la richiesta avanzata a Fvizzano dalla lista d’opposizione «Cambiamo Adesso» e firmata dai consiglieri Gia Giovanna e Domenichelli Alessandro.

A ricevere la sollecitazione è stato il primo cittadino Paolo Grassi. Parliamo di un vicenda già notata da alcuni osservatori. A quanto risulterebbe dalla prima analisi, l’immigrazione dal Brasile è retaggio degli antichi fenomeni migratori che, all’inizio del secolo scorso, avevano comportato l’esodo di un gran numero di lunigianesi verso l’Argentina, il Brasile, le altre nazioni dell’America Latina e l’Australia. E che ha determinato, nell’Italia Repubblicana, il diritto di sangue, ovvero lo jus sanguinis un principio cardine fondato della legge 91/1992 in applicazione del quale il discendente da emigrato italiano, se non ha preso la cittadinanza straniera, può chiedere per sé quella italiana. Fra le varie modalità per ottenerle, vi è quella di presentare istanza al sindaco, tenuto conto che il richiedente non deve essere in possesso del permesso di soggiorno. Basta una dichiarazione di presenza con conseguente abolizione dell’obbligo di richiedere il permesso di soggiorno per lo straniero con visto per breve durata, ad esempio turistico.

«Noi siamo disponibili – spiega Grassi – a fare in modo che su questa questione i consiglieri d’opposizione accedano agli atti. Non abbiamo nulla da obiettare, né tantomeno da nascondere. Queste pratiche vengono svolte da una agenzia che opera non solo da noi ,ma anche in comuni della Garfagnana, zone nel passato segnate da una massiccia emigrazione sverso il Sud America. Nel caso sollevato sono discendenti da nostri emigranti che avevano speso l’esistenza in Brasile. Persone perlopiù appartenenti a determinate categorie sociali: professionisti, medici, avvocati. La cittadinanza italiana consente loro di aver diritto al passaporto europeo, con il quale possono recarsi per motivi d’affari, di studio, di lavoro nei vari paesi delll’Unione. E vorrei puntualizzare quanto sia gratificante per la nostra economia la presenza di queste persone sul territorio. Basta chiedere ai titolari di bar, ristoranti, esercizi commerciali, notizie sulle vendite e gli incassi che questo flusso turistico comporta. E’ un’ulteriore opportunità di sviluppo economico per il nostro territorio».