Carrara 21 aprile 2017 - «È l’ennesimo colpo di mano perpetrato dai partiti di maggioranza in Consiglio comunale ai danni della città». Duro attacco del Movimento 5 Stelle di Carrara a Pd e Psi che si apprestano a portare nell’assemblea cittadina il nuovo regolamento sulle cave. «Il Pd e il Psi, o meglio ciò che ne rimane — dice il candidato sindaco Francesco De Pasquale — intenderebbero portare in Consiglio un nuovo regolamento negli ultimissimi giorni di consiliatura, come se la maggioranza non avesse avuto i precedenti quattro anni e mezzo per farlo, impedendo di fatto la partecipazione alla discussione di tutte le forze politiche, delle organizzazioni ambientaliste, dei sindacati, delle imprese e della collettività in generale». Il Movimento 5 Stelle ricorda che già nel 2012 portò in Consiglio una mozione con cui si chiedevano le modifiche necessarie «ad assicurare la piena legalità amministrativa. La spinta a questa accelerazione — proseguono i pentastellati — gli viene dalla giunta regionale che ha approvato una proposta di modifica della legge regionale».

«Premesso che l’organo deliberante è il Consiglio regionale e non la giunta — precisa De Pasquale — le modifiche alla legge potrebbero essere quindi suscettibili di ulteriori aggiustamenti anche rilevanti, in commissione, con il rischio di dover rivedere alcuni aspetti essenziali del regolamento comunale». Nel merito, ricorda il Cinque Stelle, il nuovo regolamento proposto riconosce la proprietà privata di alcune cave o porzioni di esse «in aperto contrasto con gli obiettivi e gli indirizzi da sempre condivisi, almeno a parole, anche dalle forze di maggioranza».

«La legge inoltre — ricorda il candidato sindaco — prevede procedimenti farraginosi, arbitrari e difficilmente attuabili per quelle cave in cui insistono beni estimati e agri marmiferi comunali, con il rischio di innescare nuovi ricorsi e contenziosi legali. Di contro — prosegue — non si prevede alcun vantaggio per il Comune in termini di incassi». Secondo il Movimento 5 Stelle, si tratta di un «colpo di mano di un partito che ha gettato la maschera, avendo perso definitivamente ogni collegamento con i cittadini per chinarsi di fronte ai suoi influenti sostenitori locali e preferendo gli interessi di pochi costruiti sul benessere della collettività».