Carrara, 9 febbraio 2018 - Assolta l’ex giunta e l’ex sindaco Angelo Zubbani dal caso delle assunzioni dei dirigenti in Comune. Secondo il gup Ermanno De Mattia, il fatto non sussiste ed ha emesso ieri mattina la sentenza di non luogo a procedere, che prevede quindi la cancellazione del rinvio a giudizio. Abuso d’atti di ufficio: la vecchia giunta era stata indagata a fine maggio del 2017 per l’assunzione di quattro dirigenti, in merito a una delibera emessa dalla prima giunta Zubbani. Nel mirino della Procura erano finiti l’ex sindaco Angelo Zubbani, Andrea Vannucci, allora vicesindaco, Giovanna Bernardini, assessore alla Cultura, Dante Benedini, assessore ai Lavori pubblici e Giuseppina Andreazzoli, assessore al Bilancio. Ieri mattina il sindaco, unico presente in aula, ha ascoltato la decisione del gup De Mattia, difeso dagli avvocati Adriano Martini e Luca Pietrini, che di fatto giudica che il reato di abuso di ufficio non sussiste. L’ex primo cittadino dice la sua sulla decisione del giudice: « Quando si ha rispetto della magistratura le sentenze si rispettano e non si commentano, posso solo dire che oggi con grande serenità, prendo atto di queste decisione del giudice, che ha ritenuto l’ipotesi accusatoria priva di fondamento. Ritengo, che in questa circostanza come nelle altre in cui siamo stato chiamato in causa, di aver agito con coscienza nel rispetto delle leggi e normative che regolano la pubblica amministrazione». I dirigenti interessati erano l’attuale comandante di polizia municipale Paola Micheletti, l’ex dirigente ai Servizi Sociali Daniela Tommasini, dell’ex dirigente al Marmo Marco Tonelli e il dirigente al personale Stefano Pennacchi. La Procura aveva concluso le indagini preliminari con un procedimento penale a carico della prima giunta Zubbani per abuso d’atti di ufficio. Secondo la Procura le assunzioni, in difformità dalle normative che regolano il pubblico impiego, di quattro dirigenti erano irregolari. Secondo il procuratore Aldo Giubilaro tali dirigenti avevano lavorato a palazzo civico per un determinato periodo senza concorso pubblico. Piazza II Giugno, appena venuta a conoscenza delle indagini, aveva risposto «che la situazione fu presto sanata. Era nelle disponibilità della giunta assumere secondo chiamata diretta un certo numero di dirigenti. Poi – assicurarono da palazzo civico a maggio del 2017 – la normativa sul pubblico impiego e sulle assunzioni è cambiata per cui tutti i dipendenti di palazzo dovevano passare da un regolare concorso pubblico». Da qui la gara per l’assunzione vinta da tutti i dirigenti in questione la cui posizione venne regolarizzata rispetto alla nuova normativa.