Massa Carrara, 5 gennaio 2015  - Sono tre le telefonate intercettate dalla procura di Massa che inguaiano il governatore della Toscana Enrico Rossi: il 2 maggio 2012 parla con Daniela Scaramuccia, assessore alla sanità dall’aprile 2010 al maggio 2012. Quest’ultima riferisce al presidente Rossi: «Ascolta, stavo guardando le chiusure dei bilanci 2011... che vanno bene, però volevo discutere ... sulla definitiva. Perchè avremmo l’opportunità di fare chiudere tutte in pareggio, tranne due. Però dobbiamo discuterlo assieme perché è delicata ovviamente ... perché quest’anno più aziende chiudiamo in pareggio più soldi prendiamo. Non sarebbe male una volta chiuderne un po’ in pareggio».

Il tema della suddetta telefonata si ripropone anche nella conversazione telefonica intercettata il 5 maggio 2012 tra l’utenza in uso a Rossi e quella in uso a Edoardo Michele Majno, direttore generale della direzione diritti di cittadinanza e coesione della giunta regionale. Majno che non è indagato nel procedimento, per giustificare a Rossi l’attribuzione delle risorse finanziarie alle singole aziende spiega: «perchè, viene, è sempre stato fatto così mi dicono. Nel senso che è sempre rimasta una quota a disposizione della Regione per dare la chiusura definitiva, quindi un’assegnazione definitiva alle varie aziende. Tant’è che in questo modo tu puioi fare delle operazioni come quelle che ti diceva ieri, che hai visto ieri, io ero bloccato nel traffico, con Daniela, cioè che puoi far chiudere moltissime aziende quasi tutte a zero, puoi ridurre le perdite più importanti ...».

La conversazione telefonica interectatta il 6 maggio 2012 tra Rossi e Scaramuccia apporta, annota il gup Alessia Solombrino, ulteriori elementi di riflessione: Rossi interrogandosi sulle cause dei ritardi dei tempi di pagamento delle aziende sanitarie toscane afferma: «Secondo punto io, insomma, fallo te se poi c’è bisogno lo dico anche a Ledo, domani questi signori (i direttori generali delle aziende sanitarie osserva il gup) devono tornare a lavoro e la prima cosa che si mettono a fare, oltre a verificare le consulenze, vedere anche i tempi di pagamento. Perché per noi ci stanano su questo punto. Perdiamo credibilità anche sulla certificazione dei nostri bilanci. E com’è possibile che un bilancio sia certificato a zero e che si paghi ... non so se mi spiego. Noi le situazioni critiche le dovremmo avere soltanto a marzo... io guarda su questa storia dei tempi di pagamento, in una settimana facendo lo straordinario, perchè voglio fare una conferenza stampa con te, eh. Ma in una settimana. Bisogna che stamani si sveglino presto come faccio io anche i direttori generali, una bella telefonata e gli si dice: cari signori domani vi si fa la delibera e vi si manda i soldi. Detto di Massa e Massa e basta, perchè poi il resto (...) milioni su Firenze. Però voi preparate i mandati di pagamento perché io vi richiamo e vi appiccico al muro tutti. Vi mando a calci nel c. a casa tanto per esser chiari. E questa storia che noi stiamo soffocando l’economia a causa dei mandati di pagamento e poi (...) la Regione a me ha rotto un po’ i c., ecco, proprio ora basta. Bisogna dì così e purtroppo io, ...dopo tutte le geremiadi perché come fare noi si può fare anche la delibera e si farà la delibera, ma intanto loro domattina vanno lì e mettono a posto i mandati di pagamento, ecco. E in una settimana bisogna dire adesso paghiamo, punto. Io ragà...siccome siamo messi bene, un capisco, ... o risò truccati i bilanci, ma insomma sarebbe grave, ecco, mi sembrerebbe una cosa un po’ singolare, ... c’è un solo modo per dimostrare che tutto va bene (...) l’unico modo è pagare. La conversazione prosegue in materia di bilanci delle aziende sanitarie e sulle assegnazioni del fondo sanitario regionale alle singole aziende: Rossi suggerisce di «fare un colpetto a Pistoia» proponendo di riaprire i bilanci e pareggiarli con 500.000 euro: “eh, insomma ti verrebbe fuori...e poi io metterei un po’ nel mirino, vabbé se se se parli di Firenze va su sette milioni va bene? Pareggi due. E Pistoia ce ne prendi cinque in testa, un succede mia nulla. Te però ne hai son quattro fuori, ma ne hai pareggiate dieci (...) e magari li recuperi distribuendo meno (...) Massa meno 55 (...) e questa è andata. La ASL di Lucca (...) se gli dai quello che gli devi dare pareggia (...) invece di dargli uno e due risparmi 500.000 euro. E quindi gli dai (..) Loro riaprono il bilancio e aggiustano 500.000 euro oh...sono in grado prima di chiudere il bilancio di di di ...governare 500.000 euro su 400 milioni (...) pareggi per due milioni è quasi una un affronto. Tanto vale pareggiarla e poi sentiamo un po’. E poi invece su massa cinque, su Pistoia cinque milioni ce li butterei. E se si riuscisse a ...a a pareggiare tutto il resto anche magari nei trasferimenti togliendo 500.000 euro, che sembra poi comunque possono governare in sede di chiusura di bilancio”.

"Tanto premesso, se questo era il quadro della situazione successivamente al clamore superato dalla vicenda dell’Asl di Massa - si legge ancora nelle motivazioni della sentenza di assoluzione per l’ex direttore generale Delvino - appare francamente difficile non immaginare che effettivamente i vertici della Giunta regionale ignorassero sia le anomalie di bilancio e le perdite accumulate nel corso degli anni, proprio a partire dal periodo in cui il legislatore nazionale aveva introdotto strumenti normativi finalizzati ad una maggiore responsabilizzazione delle Regioni e ad un più penetrante sistema di controlli della situazione economico-finanziaria del Servizio Sanitario Regionale; sia la consistente crisi di liquidità di alcune aziende sanitarie ed il progressivo allungamento dei tempi di pagamento dei fornitori, posto che i crediti che le Asl maturano sul punto nei confronti delle Regioni non si traducono mai in trasferimenti effettivi di somme di denaro. A tali considerazioni va aggiunto che è notoria la situazione di difficoltà in cui si sono venute a trovare le Aziende sanitarie negli anni 2004 e 2005, in seguito alla rinnovazione dei contratti del personale del comparto del biennio 2002-2003, - ed alle pesanti ricadute sui bilanci dei relativi oneri -, nonché alle prescrizioni imposte a partire dal 2005, di iscrizione degli accantonamenti per i rinnovi contrattuali per il personale dipendente o convenzionato".