Lucca, 8 febbraio 2018 - Nel mirino dell'indagine per lo scandalo doping sono finiti Luca Franceschi, proprietario della Altopack, che reclutava i ciclisti più promettenti; per gli inquirenti li motivava al doping e procurava la sostanze. Narciso Franceschi e Maria Luisa Luciani, genitori di Luca Franceschi, sono i proprietari dell'abitazione messa a disposizione degli atleti: erano loro ad accogliere i corridori subito dopo le competizioni per la somministrazione in vena delle sostanze dopanti, vietata in ritiro per la paura di controlli della federazione.

C'è poi Elso Frediani, direttore sportivo dell'Altopack , additato dagli investigatori come "conoscitore delle metodologie di somministrazione del doping" che si preoccupava di "assicurare loro le necessarie consulenze anche mediche per una corretta somministrazione delle sostanze proibite tale da eludere i controlli in gara". E ancora Michele Viola, ex corridore e preparatore atletico dell'Altopack dopo l'allontanamento di Frediani, indicato come colui che ha venduto l'Epo a Franceschi ed elargito consigli su come aggirare i controlli antidoping. Il farmacista Andrea Bianchi, ciclista amatoriale, è indicato come colui che riforniva di ormoni e altri farmaci, anche oppiacei, coadiuvanti dell'Epo, senza la necessaria prescrizione medica.

Oltre a tutti questi componenti del sodalizio, messi agli arresti domiciliari, ci sono anche 17 indagati. Tra questi anche un medico sportivo che dava consulenze su come evitare i controlli. Le accuse nei confronti degli arrestati sono associazione a delinquere finalizzata a commettere più delitti in materia di doping. Per Luca Franceschi, Frediani e Viola l'accusa è di aver commercializzato farmaci dopanti attraverso canali diversi dalle farmacie aperte al pubblico con l'aggravante, per Frediani, di aver commesso i fatti da iscritto alla Federazione ciclistica italiana.

Indagato anche il secondo direttore sportivo dell'Altopack: anche se estraneo al sodalizio criminoso, è indagato comunque per aver somministrato e favorito l'utilizzo dei farmaci agli atleti del team. Per lo stesso reato è indagata la compagna del proprietario della squadra, una "insospettabile" che aveva il compito di portare i farmaci in gara. Infine la frode sportiva è contestata alla maggior parte dei ciclisti che hanno gareggiato nella Altopack nella stagione 2016-2017.

Tra gli indagati infine anche due ciclisti amatoriali: il primo, titolare nella provincia di Lucca, di un noto ristorante sponsor della squadra, indagato per aver rifornito di sostanze dopanti alcuni corridori della squadra per il tramite del direttore sportivo Frediani; mentre il secondo, della Garfagnana, per aver assicurato al farmacista un canale “alternativo” per l’approvvigionamento di sostanze vietate le volte in cui il farmacista non era in grado di reperirli per i canali a lui noti. In occasione di un controllo casuale, simulato su strada, gli investigatori hanno registrato, tra il farmacista e il ciclista amatoriale un passaggio di diverse confezioni di testosterone, quasi certamente destinato ad altri amatori.

Nel corso dell’indagine sono state sequestrate 25 fiale di Epo “Retacrit Epoetina”, trovate nel frigo di casa di Viola. Sono state inoltre eseguite diverse perquisizioni nelle province di Pistoia, Livorno e Bergamo.