Lucca, 18 giugno 2017 - Stessa stanza, pochi giorni dopo. Ma, stavolta, solo in due, per il primo faccia a faccia in vista dell’imminente ballottaggio. Il confronto diretto tra Remo Santini, candidato sindaco del centrodestra, e Alessandro Tambellini, sostenuto dal centrosinistra, è andato in scena nella casermetta delle Mura che ospita la Compagnia Balestrieri. Organizzato da La Nazione, con il caporedattore del giornale Piero Ceccatelli nelle vesti del moderatore, i due sfidanti, in un caldo soffocante e una sala strapiena, hanno risposto a una raffica di domande, in molti casi, proposte dai nostri lettori. Tanti i confronti accessi con continui botta e risposta in un clima di tensione dove non sono mancati gli scontri con il pubblico. Inevitabile la partenza sul tema degli apparentamenti che in questi giorni hanno alzato la temperatura politica.

«Non abbiamo fatto apparentamenti – spiega Tambellini tra le proteste di molti dei presenti – Buonriposi ha compiuto una scelta di campo che ci fa indubbiamente piacere ed è una scelta libera. Su CasaPound ci verrebbero date garanzie che il centrodestra non avrà contatti di carattere amministrativo con loro».

«Rispondo alle domande del moderato e non del sindaco uscente – replica Santini – abbiamo sempre detto che non avremmo fatto apparentamenti e non sono andato a casa di Donatella Buonriposi, a differenza di altri, voglio chiarezza e niente inciuci. Non voglio criminalizzare cittadini che hanno fatto scelte diverse da noi, se CasaPound ha preso tanti voti, come altri, ci si deve chiedere perché: ci rivolgiamo a tutti i cittadini che non ci hanno votato al primo turno». «Se qualcuno fa inciuci – controreplica Tambellini – non siamo noi».

Poi spazio alla bassa affluenza nel primo turno. «Credo che ci si debba interrogare su questo fenomeno – spiega Santini – è un risultato impensabile, credo sia legato alla disillusione di molti cittadini che si sono sentiti abbandonati. Con l’amministrazione uscente che ha asfalto anche i muri delle case nell’imminenza del primo turno».

«Nella bassa affluenza abbiamo preso più voti di loro, – dice Tambellini – dunque rappresentiamo i cittadini più noi di chi ha fatto opposizione in ogni modo. E Santini ha dietro i partiti». «Il 63 per cento dei cittadini, al primo turno – ribatte Santini – non ha votato il sindaco, e io non ho tessere di partito a differenza sua».

«Questa candidatura di Santini – attacca Tambellini – nasce nel tempo ed è stata preparata scientificamente, la deve far finita di dire che per lui è un sacrificio». «Pensa che sia lui a dover decidere se Santini si doveva candidare», ironizza lo sfidante di centrodestra. Tema caldo anche quello del futuro del centro storico. «La ztl non verrà toccata – spiega Santini – e la questione dei varchi non è cruciale, quanto semmai di aumentare i posti auto per i residenti. Servono politiche che risolvano i problemi quotidiani, stiamo studiando come abbattere il costo del secondo permesso auto». «Mi pare che sul tema dei varchi Santini abbia glissato – replica Tambellini – ma probabilmente l’analisi del voto in centro storico deve aver pesato. Noi i parcheggi non li faremo nel giardino degli Osservanti e non vogliamo trasformare il centro in un luogo di movida». «Alle nove a nanna», ironizza un presente.

«Non ho cambiato idea sul centro storico – ribatte Santini – servono interventi per migliorare la qualità della vita, la città può vivere in un modo diverso da quello attuale. Penso ai tanti contenitori presenti in centro che possono servire per dare vita a iniziative, ma serve una programmazione seria: con noi l’ex Cavallerizza sarà destinata ai giovani». «Non c’è stato lassismo sulla movida – sostiene Tambellini – alcuni negozi sono stati chiusi, abbiamo svolto un lavoro sistematico con la Questura e abbiamo limitato il numero delle aperture delle attività di somministrazione».