Lucca, 16 luglio 2017 - Accogliente e carina nei primi contatti. Francesca Vitali, 55 anni, la commerciante residente del quartiere della Serra a Camaiore, titolare di una camiceria in centro a Lucca, è stata arrestata per circonvenzione di persone incapaci e truffa dai poliziotti del gruppo S.a.s. (squadra antisette) della sezione criminalità organizzata, guidata dal vicequestore aggiunto Alfonso Di Martino. Si presentava in modo affabile ai clienti. Non tanto e non solo a quelli del negozio dentro le mura, quanto piuttosto alle donne che – ligie ad antiche, oscure credenze – non sapevano a quale santo votarsi per parlare coi cari estinti.

La Vitali, medium che s’era fatta un nome, ispirava fiducia. Invitava le clienti nel retrobottega. Qui, autoproclamatasi «voce e interprete delle volontà d’uno ‘spirito guida’» (l’ex compagno L.B., scomparso nel 2009) – all’improvviso metteva su carta con la ‘scrittura veloce’ le frasi dettate dallo spirito guida. Altrimenti qualificato, con evidente modestia, come Dio...

Secondo la polizia, il sostituto procuratore Eligio Paolini che ha coordinato le indagini, e il giudice Angelo Antonio Pezzuti, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare contro la donna, eseguita venerdì mattina, Francesca Vitali si sarebbe fatta pagare negli ultimi tempi una discreta somma: «Più di 40-45mila euro che le sarebbero serviti per alleggerire le rate di un mutuo», per il fondo del negozio, fornitori, banche. C’è chi «emotivamente e psicologicamente fragile» avrebbe pagato 5mila euro, chi 20mila perché – diceva la Vitali – lo spirito guida «poteva dare loro conforto e guidarli nella vita quotidiana e nelle loro scelte...». Altre dazioni dei membri del gruppo whatsapp creato per dialogare con aldilà e affini: 23mila da una coppia, 18mila da un’amica.

Conquistate con affabilità e carinerie diverse signore, Francesca dettava le regole del gioco. Racconta a verbale una di loro: «La Vitali ha fatto sì che ognuno vivesse solo in funzione delle volontà dello ‘spirito guida’»; per «l’allontanamento da ogni rapporto coi propri cari e ogni elemento della propria sfera affettiva». Infatti «tutte le persone che facevano parte degli affetti, familiari o amici, venivano messe in cattiva luce».

Le clienti dovevano tagliare i ponti col passato. E il presente. Già vulnerabili, da sole lo sarebbero state di più. «Una ragazza perse il lavoro. Ne trovò un altro. Merito di chi? Ma dello spirito guida. Da qui la dipendenza verso Francesca...». Spiega ancora la teste che la Vitali e una sua amica (vittima di maltrattamenti da parte della commerciante, condizionamento psichico, sopraffazione e umiliazione) «vennero a casa e imbiancarono i mobili e l’appartamento a loro piacere» perché dovevo «rinnovare la casa in funzione di un nuovo stile di vita, modellato sui continui incitamenti dello ‘spirito guida’..». Altri insegnamenti: «Non si dovevano pagare bollette o altro poiché tutto era frutto della perfidia umana». E «le malattie sono interne alle persone, si possono guarire affidandosi allo spirito guida, senza medicinali».

Un abuso della credulità popolare (reato depenalizzato nel gennaio 2016) testimoniato da una circostanza che ha dell’incredibile: la medium avrebbe convinto una ragazza di essere incinta, anche se gli esami dicevano il contrario. Ed erano passati più di nove mesi dall’inizio della (molto presunta) gravidanza. Poi il carisma e l’aura di Francesca hanno perso di smalto. E alcune clienti – insoddisfatte e non rimborsate – l’hanno denunciata.

giovanni spano