Lucca, 23 dicembre 2017 - Il vetro preso a mazzate faceva pensare ad un furto, ma guardando meglio c’era dell’altro. Molto più grave. Tre rudimentali molotov, costituite da bottiglie con un minuscolo innesco ma che per fortuna non si sono incendiate, altrimenti i danni sarebbero potuti essere molto più ingenti. 

E’ comunque comprensibilmente molto amareggiato e preoccupato Paolo Pepori, 50 anni, per oltre un decennio residente a Altopascio, cittadina di cui è originaria la moglie Roberta Locci, e che da tempo gestisce macelleria, alimentari e salumeria in piazza Ivo Magozzi. Siamo in località Ferretto, a breve distanza dal paesino di Querce. Tecnicamente all’interno del territorio comunale di Fucecchio ma è una propaggine lucchese in territorio fiorentino. A pochi metri, infatti, c’è la frazione di Spianate, la più popolosa di Altopascio dove, sinistro precedente, lo scorso 19 novembre un bar venne praticamente distrutto dalle fiamme divampate da una bottiglia lanciata all’interno da sconosciuti dopo aver praticato un foro ad hoc nella vetrina. 

«A giudicare da quello che abbiamo ritrovato forse avrebbero voluto fare lo stesso – commenta Pepori molto indignato – e se è andata bene, nel senso che non è bruciato nulla, forse si deve al caso, qualcosa forse è andato storto». In questi frangenti, anche se scomoda, la domanda sorge spontanea:, ha mai ricevuto minacce o c’è qualcuno che potrebbe avercela con lei? «Assolutamente no – esordisce l’imprenditore – e lo scriva bene, non ho mai dato fastidio a nessuno, non ho mai creato problemi a chicchessia, lavoro per 12 ore al giorno per mantenere una attività produttiva e non è facile nella congiuntura economica attuale. Tra l’altro, all’inizio pensavo al classico tentativo di furto pre natalizio. Ho il sistema di allarme ma sulla vetrata di fronte alla strada c’è solo il sensore volumetrico. Alle 7,15 siamo arrivati per le operazioni preliminari all’apertura, osservando le crepe sul cristallo, che è antisfondamento e quindi ha resistito ai colpi, ho immaginato che avessero provato ad entrare. Ma a pochi metri, nella piccola aiuola di fronte all’esercizio commerciale, c’erano le bottiglie, avvolte in un sacchetto di plastica. Se il vetro si fosse rotto, le avrebbero gettate all’interno e dato fuoco a tutto».

«Sono stufo – conclude il macellaio –. Vedo gente al bar tutto il giorno senza fare un accidente, vorrei sapere come mangiano, come si mantengono». Le indagini sono affidate ai carabinieri. Purtroppo la piazza è sprovvista di telecamere.