Lucca, 10 febbraio 2018 - Spiata, seguita per strada, minacciata per telefono, bersagliata di "segnali" inquietanti, come il ritrovamento di scritte spray ingiuriose sulla fiancata della sua auto («sei una tr... 4.0») o di biglietti anonimi che ne annunciavano la morte imminente. Un incubo che per una trentenne della Valle del Serchio è andato avanti per alcuni interminabili mesi, tra l’autunno 2014 e la primavera 2015.

La vicenda è approdata ieri davanti al gup Nerucci che ha deciso di rinviare a giudizio l’imputato, un trentunenne della Garfagnana, per atti persecutori: il processo si terrà il 16 maggio davanti al giudice monocratico. Alla base di questa vicenda c’era una relazione che la ragazza aveva interrotto. Una decisione che lui non accettava in alcun modo. Tanto da diventare aggressivo e minaccioso. Una serie di episodi inquietanti che avevano spinto la giovane a presentare denuncia ai carabinieri.

Oltre ai casi appena indicati, il giovane ex le avrebbe anche bucato un pneumatico, poi le avrebbe fatto trovare in un sacchetto alcuni suoi indumenti con un biglietto anonimo di minacce di morte per lei e il nuovo fidanzato. Avrebbe anche tentato di accedere abusivamente alla sua casella di posta e al profilo Facebook, mentre la perseguitava anche con telefonate anonime e squilli ad ogni ora del giorno e della notte.