Lucca, 11 ottobre 2017 - Chieste tre condanne per i pediatri che curarono Alessandro Favilla, il bambino che morì il 25 ottobre 2012. Questo ha chiesto il pm Aldro Ingangi nella sua requisitoria davanti al giudice Stefano Billet nell'ambito del processo sulla scomparsa del piccolo. In particolare, è stato chiesto un anno di reclusione per la dottoressa Elisabetta Spadoni e il dottor Graziano Vierucci, 8 mesi per il pediatra di famiglia, Giuseppe Fontana. Per le parti civili ha parlato l’avvocato Adele Boris, mentre nella prossima udienza toccherà all’avvocato Enrico Marzaduri. Quindi ci saranno le arringhe dei difensori. (IL VIDEO: IL PICCOLO RESPIRAVA A FATICA)

 «Devo premettere – ha esordito il pm Ingangi – che in sede di udienza preliminare avevo chiesto il proscioglimento di tutti i medici, ma nel corso di questo processo ammetto che ho rivisto il mio convincimento iniziale. Questo sulla base della discussione medico legale emersa. E’ un caso complesso. Gli accertamenti e la diagnosi di stenosi tracheale (la causa della morte, ndr) non erano di competenza strettamente pediatrica, ma i tre medici imputati avrebbero dovuto comunque prendere decisioni diverse, valutando quel caso così particolare: un bambino affetto da varie problematiche fisiche e reduce da un intervento molto serio, che aveva comportato persino il collasso di un polmone. Questo anche a fronte di due genitori molto attenti e scrupolosi, che non erano certo iper apprensivi ed evidenziavano invece problematiche serie del bambino, che respirava molto male come chiunque può vedere dal video del 19 ottobre girato a scuola»