Lucca, 6 gennaio 2018 - «L’Inps non riesce ad accreditare la pensione di mio padre sul suo nuovo conto corrente bancario. Una storia che va avanti da ottobre e che continua a provocare disagi, ritardi nei pagamenti e perdite di tempo. E che sembra incredibile, nell’era della più avanzata tecnologia». E’ quanto denuncia Fabrizio Tonelli.

«Ad agosto – racconta – decido di far cambiare banca a mio padre Armando, che ha 85 anni. Chiudo il vecchio conto corrente e ne apro uno nuovo alla Credem di viale Giusti, di cui sono cliente da anni. Mio padre usa il conto corrente per farsi accreditare la pensione, modesta, necessaria per sopravvivere, e per il pagamento delle varie utenze. Oltre al bonifico mensile per l’affitto della casa. Tutte le operazioni vanno a buon fine, eccetto l’accredito della pensione. Mi occupo io della pratica. Chiedo all’Inps il pin per operare via Internet. Quindi inoltro la domanda e il 7 settembre l’Inps con una mail sottoscritta da Giancarlo Cerasomma, comunica l’esito positivo della domanda di “variazione dell’ufficio pagatore” e mi informa che dal mese di ottobre il pagamento della pensione sarà effettuato sul nuovo conto corrente bancario».

Ma quella che sembrava una operazione facile facile si trasforma in un calvario. «La pensione non arriva, chiamo e scrivo via Internet al call center Inps. Poi, non avendo risposte, decido di andare al front office di piazza Martiri della Libertà. “C’è stato un problema – mi dice l’addetta che mi riceve dopo un’attesa di quasi due ore -. Facciamo l’insoluto, le accreditiamo la pensione con un bonifico in attesa che tutto vada a posto”.

La pensione di ottobre arriva in banca il giorno 20. A novembre stesso copione, nessun accredito della pensione. Torno al front office, altra attesa di quasi 2 ore, e un’addetta diversa da quella del mese prima mi dice che c’è stato un problema nell’inserimento dell’Iban. Ma che la variazione non può essere fatta al momento in quanto sul sistema stanno già caricando le pensioni di dicembre. “Vedrà che anche a dicembre la pensione non le sarà accreditata”. E infatti accade così. Per il terzo mese consecutivo torno al front office».

«Anche stavolta l’addetta che mi riceve (me la cavo con un’attesa di poco più di un’ora) è diversa dalle precedenti. Ripeto tutta la storia, la signora controlla e vede che a novembre è stato fatto un nuovo inserimento dei dati bancari. “Vedrà che a gennaio sarà tutto a posto”. Intanto anche la pensione di dicembre, come le due precedenti, viene pagata a mio padre con il consueto ritardo, sempre con uno specifico bonifico e non in modo automatico come dovrebbe essere. Si arriva a gennaio, fiducioso che tutto fili liscio. E invece... Niente pensione, ancora una volta. Mi appresto a tornare al front office dell’Inps per il quarto mese consecutivo e mi chiedo com’è possibile che l’Inps non venga a capo di questa situazione».