Lucca, 14 marzo 2017 - Rubare alla Croce Rossa è il principe dei paradossi. Eppure è proprio quello che accade, e a ritmi sconcertanti. L’ultima volta poco più di un mese fa. Di notte hanno scavalcato la recinzione della sede alle Tagliate e collegato il tubo che ha succhiato via dal serbatoio di un camion di aiuti per i terremotati, la bellezza di ben 400 litri di carburante: quasi 600 euro il danno subito. Un furto «simbolo», al negativo, che purtroppo non è un unicum, come ci spiega il presidente della Cri, Enzo Fasano.

«Siamo nel mirino, i furti sono una piaga per noi nonostante il fatto che cerchiamo di prendere mille precauzioni. Il mezzo era parcheggiato dentro il recinto alle Tagliate, dalle riprese video si distinguono delle persone che scavalcano la recinzione e collegano il tubo. E’ andata così, di solito ci premuniamo cercando di riportare sempre alla sede i mezzi senza carburante, o comunque con i rimorchi scarichi perchè altrimenti anche i generi di prima necessità spariscono in un attimo».

Ha citato la vostra sede alle Tagliate che in questi giorni, dati della Prefettura, accoglie ben 225 extracomunitari. E’ un record?

«Sì, mai così tanti prima d’ora. Ho visto che il prefetto è intenzionato a dimezzare le presenze, immagino che con i sindaci avrà concordato un piano di azione in questo senso. Noi siamo pronti a far fronte a qualunque emergenza, i numeri non ci spaventano, ma certo l’impegno è massiccio».

E la sede è adeguata alle vostre attività?

«Quello della sede è un nodo mai risolto. Da quattro anni siamo organizzati nell’area delle Tagliate con strutture e moduli operativi in affitto, che paghiamo 2mila euro al mese».

Alcuni volontari ci hanno raccontato degli effetti di una qualunque giornata piovosa, con il computer principale riparato da un ombrello...

«Purtroppo da quando la Provincia ha dovuto rinunciare alla sede in via Barsanti e Matteucci, accanto al Consorzio Agrario, non abbiamo più trovato ‘casa’. Prima la Provincia, contribuendo, ci aveva dato quei locali in subaffitto. In seguito il Comune ci ha concesso un po’ di spazio negli uffici nella zona dei Macelli dove facciamo distribuzione di vestiario e di derrate alimentari. Noi abbiamo fatto delle proposte al sindaco, una sede da costruire in una posizione della periferia facilmente raggiungibile, vediamo”.

La Misericordia ha lo stesso problema, una sede inadeguata, e punta a trasferirsi al planetario a S.Marco.

«Un’opzione che avevamo preso in considerazione anche noi, ma non ci sembrava una zona adeguata, oltretutto in golena di fiume».

E’ il colmo che nella capitale del volontariato due associazioni della vostra importanza abbiano problemi di sede, no?

«Un tasto dolente, senza dubbio. Il nostro presidente nazionale, nel corso della sua recente visita in città, si è confrontato anche su questo punto con il sindaco Tambellini. E’ un fatto che ci limita sotto il profilo dei servizi. Non possiamo sviluppare le attività di prevenzione, di trasporto infermi, di aiuto ai senzatetto. E’ difficile pensare, in condizioni così limitanti, di assorbire altri volontari, che sarebbe la nostra missione. Non sapremmo dove collocarli, non potendo incrementare i servizi».

Quanti volontari avete?

«Sono 200 in servizio attivo, 400 in totale. Non pubblicizzando i corsi formativi abbiamo già una lista di attesa per il prossimo di ben 37 persone: numeri che danno la percezione precisa di quanto il volontariato, in tempi non facili, sia ancora vivissimo nella nostra città».