Altopascio (Lucca), 31 gennaio 2018 - Prima i commenti a sfondo sessuale ad alta voce, poi gli sguardi e i gesti inequivocabili, infine l’inseguimento con intenzioni non propriamente amichevoli e allora lei, una giovane e bella ragazza altopascese, ha capito che stava correndo un grosso rischio ed è fuggita con tutta la forza che aveva.

Si è messa in salvo e ha deciso di raccontare la sua disavventura, che avrebbe potuto tramutarsi in una violenza. Martina lavora in un bar e alle 16,30, in pieno giorno, stava camminando nel parco Aldo Moro, il polmone verde più conosciuto di Altopascio, che si estende tra il nucleo storico della cittadina del Tau e piazza Croce, nei pressi dell’edicola Regoli, accanto al viale Europa, l’arteria che conduce verso l’autostrada. Le panchine di questo giardino pubblico spesso diventano bivacchi per diversi individui e i cittadini lamentano la totale assenza di controlli.

"Qualcuno si lamenta che di Altopascio si evidenziano solo aspetti negativi, però quanto successo è l’ennesima riprova – commenta Martina che ci riferisce da dietro il bancone del locale dove è impiegata, ma che ha postato tutto quanto sui social – che non c’è sicurezza. Tre persone, in apparenza stranieri, mi hanno prima fischiato, per continuare con frasi non riferibili. Probabilmente sarebbe accaduto a qualunque donna che si fosse trovata a passare di lì, a prescindere dall’età. Mi sono spaventata perché, pur continuando a camminare senza guardarli e senza girarmi, ho percepito che si stavano alzando dalla panchina. Quando mi hanno urlato «Non avere paura… vieni bella», ho aumentato il passo ma sentivo che pure loro acceleravano. E’ stato terribile. Ho realizzato che dovevo correre via, nella speranza che non mi raggiungessero. Così ho fatto a perdifiato e svoltato l’angolo mi sono rifugiata in una casa".

Passata la paura, Martina però non risparmia qualche frecciata: "Vorrei porgere i miei complimenti a chi consente a queste persone di prendere possesso del parco senza fare nulla a giornate, assumendo alcolici sin dalla mattina e in taluni casi pure stupefacenti. Ma no, qui si discute dei sacchetti del supermercato, quando invece bisognerebbe dare priorità alla tutela della gente. E’ plausibile che si debba avere paura alle 4 e 30 del pomeriggio passando in un luogo pubblico che un tempo era frequentato da famiglie e che adesso – conclude la ragazza - si sta trasformando in un ghetto? La denuncia ai carabinieri? La farò, ma servono azioni concrete. Mia madre fu strattonata con violenza e non vennero mai presi provvedimenti".