Lucca, 3 settembre 2017 - Un crac nello scatolare portante del grosso braccio meccanico della piattaforma aerea. Una linea di frattura dai bordi «puliti», che a prima vista non mostrano segni di ossidazione. Niente di macroscopico, insomma, per spiegare la sconcertante tragedia che venerdì pomeriggio ha spezzato le vite dei due operai della «Cooperativa Agricola Morelli», Eugenio Viviani e Antonio Pellegrini. 

 

 

 

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La caduta del cestello, secondo gli accertamenti di Asl e polizia, è stata da un’altezza di poco superiore ai 10 metri e non ha lasciato loro scampo. Il braccio meccanico si è spezzato di netto e li ha scaraventati a terra in via Veneto, mentre stavano sistemando i portalumini metallici alle finestre di Palazzo Pretorio. Eugenio è praticamente morto sul colpo. Il collega e amico Antonio, in ospedale dopo vani disperati tentativi di rianimarlo. 
 
Al momento la Procura procede contro ignoti per duplice omicidio colposo. Il pm di turno Aldo Ingangi non ha ancora iscritto nessuno sul registro degli indagati. Saranno necessari adesso accertamenti particolarmente approfonditi e complessi sul braccio meccanico, che la Procura affiderà a un super perito, un esperto di metallurgia. Forse uno dei periti della strage di Viareggio. E non è neppure escluso che l’inchiesta passi a un pool di pm specializzati in infortuni sul lavoro. 
 
In primo luogo c’è ovviamente da capire come sia stato possibile questo crac improvviso e fatale. L’impianto della piattaforma peraltro funzionava. Anche dopo l’incidente è stato infatti possibile manovrarlo. Il camion con piattaforma aerea «Oil & Steel» della cooperativa ha otto anni: era stato acquistato nuovo, appena uscito dalla fabbrica e durante gli interventi di venerdì era stato ampiamente rispettato il carico massimo di due persone più 200 kg. La piattaforma, è stato accertato , non ha neppure urtato contro la facciata del palazzo o altri ostacoli. Il braccio meccanico poi era stato revisionato regolarmente ogni anno: la prossima scadenza, secondo i documenti sequestrati dalla magistratura, sarebbe stata il 26 settembre. E’ stato solo riscontrato che era scaduta la revisione dell’autocarro, un elemento però del tutto ininfluente ai fini del tragico incidente.

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