Crespina Lorenzana (Pisa), 13 settembre 2017 - Lorenzo non ce l’ha fatta. Ha lottato strenuamente fino all’ultimo e con tutte le sue forze, ma non ha potuto fermare l’abbraccio con la morte, un concetto ancora astratto per un ragazzo di appena 18 anni. Se n’è andato Lorenzo Burgalassi, 18 anni, cresciuto come calciatore nelle giovanili della Lucchese e fino a ieri promettente difensore del Tuttocuoio. Il ragazzo è stato strappato all’affetto della mamma Alessandra, del babbo Luca e della sorellina 14enne da leucemia fulminante. Che non ha lasciato scampo, bruciandogli in una manciata di giorni i sogni di una vita chiusa troppo presto da una vicenda incredibile.

Appena due domeniche fa Lorenzo, che era nato a Livorno e viveva con la famiglia nel comune di Crespina-Lorenzana, aveva partecipato con la squadra del Tuttocuoio alla prima trasferta del campionato di serie D a Lentigione. Lorenzo, che oltre a giocare a calcio frequentava l’istituto Pesenti di Cascina, è in panchina, è sereno e tranquillo.

Al rientro in pullman verso Ponte a Egola accusa uno stato febbrile. Niente di allarmante sul momento, anche se la febbre dura pure nei giorni successivi. Il ragazzo resta a letto, ma si tiene in contatto con amici e compagni di squadra. Con la febbre che non passa, giovedì viene sottoposto ad analisi all’ospedale Santa Chiara di Pisa e il primo responso è leucemia fulminante. Diagnosi drammaticamente confermata il giorno successivo, venerdì, dal prelievo del midollo.

Una mazzata per lui, uno sgomento per tutti. Lorenzo è scosso ma forte di fibra com’è non si abbatte. Agli amici scrive che lotterà, mentre viene trasferito all’ospedale di Cisanello. Sabato però le sue condizioni peggiorano: deve essere sedato e intubato anche a causa della presenza di emorragie interne. La notte fra sabato e domenica è critica ma Lorenzo riesce a superarla e anzi, domenica, mentre in campo la squadra lotta per lui con il cuore e con la testa, le cose sembrano migliorare. Un po’ di luce in un cielo diventato cupo d’un tratto? Non sarà così.

Nelle ore successive la situazione sprofonda. Lunedì, giornata concitatissima, si sparge addirittura la notizia della sua morte, diffusa anche in rete. In realtà l’ immenso attaccamento alla vita del ragazzo manifesta ancora la presenza, seppur flebile, di attività cerebrale. Che si annulla alle 18 di ieri sera.