Lucca, 16 giugno 2017 - Due avvisi di garanzia sono stati inviati dalla Procura all’assessore uscente Francesco Raspini e all’ispettore della polizia municipale Massimo Urbani, indagati in concorso tra loro per il reato di rivelazione di segreti d’ufficio, nella loro qualità di pubblici ufficiali. Entrambi, accompagnati dal proprio avvocato di fiducia, dovranno comparire il prossimo 20 giugno in procura per essere interrogati sulla vicenda e chiarire la propria posizione.

La clamorosa notizia è rimbalzata ieri pomeriggio in città. Secondo quanto emerso, la vicenda al centro dell’inchiesta, diretta dal procuratore capo Pietro Suchan, è relativa ad una nota inviata dall’amministrazione comunale alla stampa, agli organi di informazione online e alle tv locali lo scorso 29 marzo. Un dettagliato comunicato stampa nel quale Raspini, assessore ad ambiente, personale, polizia municipale, protezione civile e sicurezza, dava notizia della scoperta di una discarica abusiva e di un cinquantenne colto sul fatto a smaltire rifiuti nella golena del Serchio, addirittura nelle acque stesse del fiume.

Nella nota del Comune, si sottolineava anche che l’uomo, un 50enne di Cerasomma individuato grazie a controlli incrociati, dovrà pagare fino a 26mila euro di multa. La notizia di reato, però, secondo la Procura, non doveva essere ancora divulgata, dato che le indagini erano tutt’altro che concluse. Anzi l’aver pubblicizzato su giornali, siti e tv il blitz sul fiume e i risultati degli accertamenti della polizia municipale avrebbe pregiudicato lo sviluppo stesso delle indagini sulla discarica. Anche i dati personali forniti sul soggetto (comprese le iniziali) «dedito ad attività imprenditoriali nel settore del trasporto merci e rifiuti» avrebbero portato in modo chiaro alla sua identificazione.

«A volte per poter portare alla luce fatti gravi di questa portata – aveva commentato nella nota del 29 marzo l’assessore Raspini – servono mesi di indagini pazienti e distanti dai riflettori. in questo caso l’attività investigativa del nucleo ambiente della polizia municipale ha ottenuto un risultato decisamente importante, che mette fine a una attività illecita che ha prodotto ripetutamente danni al nostro territorio, peraltro nell’area del parco fluviale dove più volte abbiamo compiuto operazioni di pulizia, anche in funzione educativa con i ragazzi delle scuole».

Quel dettagliato comunicato stampa che in piena campagna elettorale decantava i traguardi dell’attività di monitoraggio ambientale del Comune, insomma, rischia adesso di costare caro all’ex assessore Raspini (il più votato con 690 preferenze domenica) e all’ispettore addetto al nucleo tutela ambientale della polizia municipale. Di certo ha irritato la Procura e creato un caso inedito e imbarazzante.

«È singolare - commenta in serata Raspini su Facebook – che si apprenda di un’indagine nei miei confronti per una presunta violazione di segreto d’ufficio tramite una palese violazione di segreto di ufficio visto che dell’indagine non era stato informato nessuno, tranne il sottoscritto che lo ha saputo solo questa mattina. Voglio sottolineare che l’ipotesi di reato riguarderebbe la trasmissione di un comunicato da parte dall’ufficio stampa del comune su una nota della Polizia municipale che informava su un illecito ambientale di cui la cittadinanza, anche a fini educativi, aveva il diritto di essere informata».