Lucca, 20 aprile 2017 - Una foto di Gabriele Del Grande sovrastata dalla scritta "Liberatelo!" è stata pubblicata sul sito sanfrancescopatronoditalia.it della comunità dei frati di Assisi. Che si occupa sulla sua home page del documentarista lucchese trattenuto in un centro di detenzione amministrativa in Turchia dal 10 aprile.

"Raccogliendo le preoccupazioni della famiglia e delle istituzioni auspichiamo che venga liberato al più presto il giornalista Gabriele Del Grande" scrive padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro Convento. "Ogni democrazia è tale - aggiunge - se permette la libertà di espressione e di informazione garantendo il rispetto per ogni persona. Un auspicio che diventa preghiera per tutti coloro che soffrono. Sosteniamo anche - conclude padre Fortunato - l'impegno che la Federazione nazionale della stampa italiana sta immettendo in questo ambito".

Intanto Massimo, padre del regista e blogger, dice: "La Farnesina si sta dando da fare per organizzare l'incontro con Gabriele, che dovrebbe avvenire venerdì". I genitori di Gabriele abitano a Panicagliora, un piccolo paese della montagna pistoiese, dove gestiscono un bar-osteria. "Mio figlio lì solo non ce lo lascio - ribadisce Massimo Del Grande - è chiaro che per andare in Turchia c'è una burocrazia che richiede alcuni adempimenti. Noi questa vicenda la viviamo giorno per giorno, momento per momento, ogni tanto ci lasciamo andare, ma è chiaro che bisognerà vedere ciò che serve fare e ciò che è meglio fare. Se serve sono pronto ad andare a Roma e anche in Turchia, Gabriele non lo lascio solo. In questo momento, comunque, c'è la Farnesina, c'è la politica che si è mossa, c'è il ministro Alfano che si sta occupando della vicenda personalmente, è in contatto con il ministro degli esteri della Turchia, vediamo. Se le cose andranno come sembra che debbano andare faremo la corsa per andare ad abbracciarlo all'aeroporto quando tornerà. La nostra speranza è che tutto si concluda nel più breve tempo possibile e nel migliore dei modi".

La mobilitazione era stata chiesta anche dal padre di Del Grande in un videoappello:

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E le risposte arrivano da tutta Italia.

Il Consiglio comunale di Firenze esprime solidarietà a Gabriele Del Grande e "profondo sdegno per le violazioni dei diritti fondamentali commessi dalla Turchia, che si professa stato democratico e che e' alleato militare dell'Italia in ambito Nato, nonché membro del Consiglio d'Europa". L'aula quindi ha approvato all'unanimità una risoluzione "per una pronta liberazione di Del Grande" in cui si chiede al governo di intervenire e "di elevare formale protesta presso le autorita' turche per quanto avvenuto e di adoperarsi per la pronta risoluzione della vicenda". Il Consiglio, quindi, "si unisce alle autorita' italiane, alla famiglia, agli amici e ai collaboratori di Gabriele Del Grande, alle associazioni e ai singoli cittadini e cittadine che si sono mobilitati in questi giorni nel chiedere l'immediata scarcerazione del nostro connazionale detenuto".

A Prato è stato organizzato un flashmob nella centrale piazza del Comune per chiedere la sua liberazione, dopo la manifestazione di mercoledì nella sua Lucca.

Il consiglio regionale della Toscana dice: "A dieci giorni da quello che chiamo un sequestro contrabbandato da fermo di polizia, la voce dei toscani, attraverso il Consiglio regionale, deve levarsi forte: vogliamo Gabriele Del Grande libero". Così il presidente dell'Assemblea toscana, Eugenio Giani, che invita tutti a una grande mobilitazione e annuncia l'esposizione di un manifesto davanti all'ingresso di palazzo del Pegaso per "dare sempre più eco a questa vicenda. Guai a ripetere quanto successo per il caso Regeni - aggiunge in una nota -. A noi tutti il compito di amplificare il grido del popolo toscano per Gabriele libero. Non concedere ai legali di poter constatare lo stato di detenzione del nostro concittadino non fa ben sperare". Secondo Giani "a maggior ragione la Toscana deve alzare la voce ancora più forte e il nostro Parlamento deve sbrigarsi ad approvare la legge che riconosce il reato di tortura". Oggi il consigliere regionale Pd Stefano Baccelli ha presentato una mozione, sottoscritta anche da altri consiglieri Dem, che chiede alla Regione Toscana un impegno nei confronti del Governo e del Parlamento Europeo per fare chiarezza su motivi e modalità del fermo e per la rapida liberazione di Del Grande. Il documento sollecita anche l'affissione di un manifesto nella sede del Consiglio regionale toscano per mantenere alta l'attenzione sulla vicenda.

Altri attestati di vicinanza e richieste di rilascio immediato per il il blogger e documentarista lucchese arrivano dal sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, che sostiene la campagna "Gabriele libero", testimoniando così, spiega una nota, "l'attenzione di Pisa e della cittadinanza alla vicenda di Gabriele Del Grande, sensibili a quelle situazioni in cui i diritti di un singolo, che sono i diritti di tutti, sono messi in discussione".

"Quello che chiediamo, unendoci alla voce corale di tutta Italia - si legge in una nota dell'Unione cattolica stampa italiana della Toscana, è che Del Grande venga rilasciato subito e al tempo stesso esprimiamo sconcerto per quanto avviene in Turchia, dove viene violata non solo la libertà di stampa ma anche quella dei cittadini".

Nel resto d'Italia, tante manifestazioni di solidarietà. L'hashtag #iostocongabriele è stato rilanciato anche dall'ex premier Matteo Renzi. Appelli in suo favore sono giunti dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, e da quello dell'Europarlamento, Antonio Tajani. Il M5s Europa, in un post sul blog di Beppe Grillo, chiede invece la convocazione dell'ambasciatore turco a Roma. Grande eco ha avuto la conferenza stampa organizzata in Senato dalla commissione per i diritti umani, presieduta dal senatore Luigi manconi, alla quale hanno partecipato esponenti del mondo della cultura come Valerio Mastandrea, Concita De Gregorio, Andrea Segre, Rachele Masci e Daniele Vicari, poi ricevuti dal presidente Pietro Grasso.

Fra le tante adesioni alla campagna per liberare Gabriele anche quella dell'Università di Bari, con la quale Del Grande ha collaborato in passato.