Pescia (Pistoia), 18 aprile 2017 - Doveva essere una festa, quella del lunedì dell’Angelo. Eppure il clima non era propriamente quello della festa. Perché c’è apprensione per la vicenda che riguarda Gabriele Del Grande, il blogger lucchese che da oltre una settimana è trattenuto in stato di fermo in Turchia. L’apprensione è quella dei genitori, che a Panicagliora, in Valdinievole, gestiscono il ristorante l’Antica Osteria. Come detto appunto, Gabriele, il figlio dei due titolari del locale Massimo Del Grande e Sara Urro, da lunedì 10 è trattenuto in stato di fermo nel centro detentivo di Hatay, in Turchia. Gabriele, 35 anni, è il blogger e documentarista che ha fondato Fortress Europe, blog in cui raccoglie gli eventi riguardanti le morti e i naufragi dei migranti africani nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa.

Unico maschio di una famiglia che comprende anche cinque sorelle, è sposato e ha due figli, di 3 e 4 anni. È stato fermato dalla polizia turca perché si trovava in una striscia di terra al confine con la Siria alla quale è interdetto l’accesso. "Viviamo in una condizione di ansia estrema - spiega il padre Massimo - . Il fatto che non si sappia ancora niente sulla data della sua espulsione non ci tranquillizza per niente. Certo, abbiamo grande fiducia nel lavoro che sta svolgendo la Farnesina. Sarebbe diverso se avessimo potuto parlare con lui, ma fino ad oggi non è stato possibile".

Dal momento del fermo di Gabriele nessun italiano ha più avuto contatti diretti con lui. Nemmeno i rappresentanti dell’Ambasciata italiana ad Ankara o del consolato di Smirne hanno potuto incontrare il giornalista. "I turchi ci dicono che sta bene - prosegue il padre - . Là c’è stato il referendum, in Italia abbiamo celebrato la Pasqua. Ora, però, gli uffici pubblici dovranno riaprire e lavorare a pieno ritmo. Non è stato motivato il ritardo nell’espulsione. Gabriele ha moglie, due figli che stanno aspettando il padre, i piccoli chiedono di lui. Aveva il biglietto di ritorno fissato lo scorso giovedì. Per i turchi vorrà dire poco, ma la sua famiglia lo sta aspettando".

Familiari e amici stanno tentando di tenere viva l’attenzione. "In questi anni mio figlio ha seminato del bene - commenta Massimo - molti si ricordano di lui. A Torino i suoi colleghi stanno organizzando una manifestazione, in tanti si stanno rivolgendo alla Farnesina. Speriamo".

Emanuele Cutsodontis