Bagni di Lucca, 6 febbraio 2018 - Rircordati di santificare le feste, dice uno dei dieci comandamenti, ma a Bagni di Lucca espletare questa pratica religiosa, obbligatoria per i credenti, risulta da un po’ di tempo a questa parte abbastanza problematico. Non tanto per mancanza di fede, quanto per la carenza di sacerdoti, ridotti ormai ad uno sparuto drappello, complice il calo delle vocazioni, che ha ridotto drasticamente il numero dei preti attivi anche nella diocesi di Lucca. A Bagni di Lucca questa crisi, dopo la morte degli storici parroci Don Ascanio e Don Lorenzo, si è particolarmente acuita, aggravandosi ulteriormente dopo il trasferimento di Don Emanuele avvenuto nella primavera dello scorso anno. A ciò si aggiungano le dimissioni di Don Claudio, dopo appena un anno di guida della parrocchia di Bagni di Lucca. Una situazione che pesa tutta sulle spalle di Don Raffaello, il quale presto sarà costretto anche ad operarsi ad un ginocchio. I parrocchiani, delusi e amareggiati, hanno affisso nei giorni scorsi un cartello sul portone chiuso della Chiesa di San Pietro in Corsena, la principale di Bagni di Lucca, dove si afferma che ormai si spera solo nel miracolo.

Di recente, durante una visita pastorale a Bagni di Lucca, il Vescovo Italo Castellani era stato molto esplicito con i fedeli, confermando che non ci sono preti a sufficienza per coprire tutte le parrocchie e che al momento è impossibile l’invio di altri sacerdoti. La vicenda del cartello è rimbalzata anche sulle pagine di Facebook e viene commentata in vario modo. «Io credo che sia una forma di protesta, - scrive Rita Gualtieri - perché ci sentiamo un po’ lasciarti in disparte, addirittura dalla curia. Non è piacevole che, da quando purtroppo ci hanno lasciato Don Ascanio e Don Lorenzo, la canonica è rimasta vuota e la chiesa viene aperta solo la domenica per la messa».

Marco Nicoli