Lucca, 14 gennaio 2018 - Nata come un progetto per polo turistico, la struttura che alcuni decenni fa ospitava l’officina per i bus e i pullman del Clap ed era in condizioni pessime, è stata via via riadattata, almeno sulla carta, visto che sinora ha aperto i battenti pochissime volte, per altri scopi. L’ora zero è arrivata. Lo conferma l’assessore Stefano Ragghianti, che fa il punto sulle due domande cruciali: a cosa servirà e chi la gestirà.

 

 

«ABBIAMO ragionato su quattro possibile usi che possono coesistere – spiega – attività di spettacolo, con una capienza massima di 300 posti, punto di promozione turistica, che è la funzione per cui sono partiti i lavori, spazio per mostre e esposizioni temporanee. Infine, spazio per mostre fisse, penso per esempio, a qualcosa su Puccini. Sovrapposizioni con Itinera per l’accoglienza? No, nella Cavallerizza ci sarebbe spazio per qualcosa di multimediale». Dunque, quattro funzioni che hanno a che fare con tematiche che spaziano fra cultura e turismo e finiscono per intrecciarsi. E in alcuni casi integrarsi.

 

«CONTIAMO – aggiunge Ragghianti – che lo spazio vada a collocarsi in una dimensione intermedia tra la capienza del Teatro del Giglio e di San Girolamo. Dobbiamo ultimare alcuni lavori esterni e poi procedere a breve con le gare per gli arredi, che naturalmente devono essere adeguati agli utilizzi».I primi hanno un importo di 450mila euro i secondi di quasi 700mila. Soldi pronti, stanziati dalla Regione già da tempo. All’esterno si procederà con la messa in posa di asfalto natura, anche nei pressi della sede di Itinera. Scompariranno alcuni parcheggi prospicienti la Cavallerizza e si provvederà a mettere alcune panchine. Si predisporranno anche gli attacchi per eventuali spettacoli all’esterno nell’area di porta San Donato. All’interno, invece, cruciale il lavoro di acustica, atttualmente pessima, mentre, resta un punto interrogativo l’impianto di condizionamento.

«I LAVORI partiranno a breve – spiega l’assessore Serena Mammini – quello della Cavallerizza è un luogo molto importante che deve integrarsi con i vicini Expo Fumetto e Manifattura per dare vita a un vero polo della cultura».

RESTA da capire chi gestirà lo spazio, i costi e, ci si augura, i ricavi: la sensazione e anche qualcosa di più è che si vada verso una gestione affidata al Teatro del Giglio in procinto di trasformarsi in fondazione e che avrebbe personale e conoscenze per assumere l’onere. Ragghianti, per ora, non si sbilancia. «Stiamo valutando se tenere la gestione direttamente come Comune – spiega – oppure darla al Teatro o a Lucca Crea. O ancora a un soggetto esterno, ma siamo alle battute finali».