Lucca, 3 gennaio 2018 -  «ABBIAMO bisogno di stalli per i gatti di una colonia in grave difficoltà, se avete la possibilità di ospitarne uno, anche per un breve periodo di tempo, per favore contattateci. Basta una stanza chiusa, un piccolo bagno di servizio con una ciotola d’acqua e del cibo secco. Stanno morendo avvelenati e stiamo cercando di prenderli tutti ma abbiamo bisogno del vostro aiuto».

QUESTO l’appello urgente lanciato dalle volontarie de «I Gatti Lucchesi» nei giorni scorsi sulla pagina Facebook dell’associazione, dopo la scomparsa dei gatti che vivevano in una colonia vicino al fiume Serchio, in un tratto di territorio demaniale di Diecimo nel comune di Borgo a Mozzano. Erano una cinquantina, ne sono rimasti solo sei o sette.

UN PRIMO allarme era arrivato da alcuni passanti che avevano segnalato alle volontarie di aver notato dei gatti che stavano male, con la bava alla bocca, alcuni dei quali non davano più segni di vita. Accorse subito sul posto non sono però riuscite a trovare buona parte di loro, se non un unico esemplare moribondo, salvato in extremis, e pochi altri avvicinati con grande difficoltà. «Non è facile comprendere cosa sia davvero successo – spiega Irene Pollacchi, volontaria dell’Associazione ‘I Gatti Lucchesi’ – anche se i sintomi descritti farebbero pensare a un presunto avvelenamento della colonia, difficile da imputare a cause naturali. Purtroppo casi simili perpetrati ai danni di colonie della Lucchesia e della Garfagnana si sono presentati più volte e molto difficile risulta identificare la mano assassina, anche se l’utilizzo di veleni a base di metaldeide, in prevalenza lumachicidi, sono riscontrabili con maggiore frequenza».

«TUTTE supposizioni che possono essere solo confermate da attento esame veterinario, con la speranza di riuscire a recuperare ancora qualche altro gatto che potrebbe essersi allontanato per paura. Ci auguriamo che non siano tutti morti, in caso di grave malessere tendenzialmente i gatti si allontanano e cercano la morte in solitudine. La zona poi non aiuta la ricerca, è boschiva e molto difficile da penetrare. Tutto questo sommato alla diffidenza naturale, ora anche esasperata, dei gatti non addomesticati, rende il compito arduo».

«IN OGNI caso – conclude la volontaria – in questo momento l’attenzione è concentrata sulla ricerca di uno stallo per i superstiti e ci appelliamo per questo a chiunque abbia uno spazio chiuso, per tamponare l’emergenza.

Fiorella Corti